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Il professor Terranova chiede un impegno comune dopo ventuno anni di attesa

FAGNANO CASTELLO - Un appello alle istituzioni, alla politica e alla società civile affinché si arrivi alla riapertura della strada provinciale interrotta dalla frana di Cavallerizzo. A lanciarlo è il professor Giuseppe Terranova, che richiama l’attenzione su una vicenda che si protrae da ventuno anni e chiede l’avvio di un percorso concreto per ripristinare il collegamento.

La nota è rivolta a un ampio ventaglio di destinatari, dalle istituzioni locali, provinciali e regionali fino a quelle nazionali ed europee, passando per parlamentari, rappresentanti della Chiesa, ordini professionali, associazioni, scuole, forze politiche e sindacati. Terranova indica una serie di azioni per arrivare alla riapertura della strada, dalla verifica tecnica alla ricerca dei finanziamenti, chiedendo ai parlamentari calabresi di presentare e sostenere un emendamento specifico alla Legge di Bilancio.
«Ventuno anni sono troppi -ha detto Terranova-. Troppi per una strada interrotta, per comunità separate, per un territorio che continua a perdere popolazione, giovani, servizi, attività economiche e prospettive. Dal 2018, da otto anni, rivolgo appelli alle istituzioni, alla politica e alla società civile, cercando di costruire una mobilitazione unitaria, oltre ogni appartenenza. L’ultimo, del 20 luglio 2025, chiedeva ancora una volta di unire tutte le forze per risolvere questa ferita.
Quegli appelli, però, non hanno prodotto la risposta necessaria. Oggi non chiedo soltanto attenzione. Chiedo responsabilità, impegni e fatti. Una strada che è diventata il simbolo di un territorio dimenticato.
La frana di Cavallerizzo nel comune di Cerzeto, in provincia di Cosenza, ha interrotto un collegamento essenziale e aggravato isolamento e spopolamento di un vasto territorio della Calabria settentrionale. Le conseguenze riguardano scuola, lavoro, economia, mobilità, servizi e sanità. In una realtà già segnata da una sanità debole e debilitata, la difficoltà dei collegamenti rende ancora più grave l’accesso alle cure e ai servizi essenziali. Questa combinazione sta contribuendo alla morte sociale e demografica del territorio. E non possiamo ignorare una questione di equità nazionale. In altre parti d’Italia, di fronte a dissesti e fratture infrastrutturali di analoga gravità, lo Stato interviene con risorse e tempi adeguati. Nel Mezzogiorno, troppo spesso, questo non avviene. È tempo di chiudere la stagione delle due Italie. Non chiediamo privilegi: chiediamo pari dignità, diritti e presenza dello Stato. Il pnrr è stato un’occasione perduta. ora servono scelte concrete. Le risorse del PNRR rappresentavano un’opportunità straordinaria che non ha portato, per questa vicenda, alla soluzione attesa. Non serve più recriminare. Occorre recuperare il tempo perduto e agire».

Nel documento, vengono indicati, inoltre, gli impegni da assumere secondo Terranova: «Provincia e Regione, insieme ai Sindaci dei Comuni interessati, costituiscano un tavolo permanente, aperto a istituzioni, forze politiche, movimenti, associazioni, sindacati e rappresentanze del territorio.
Si proceda a una ricognizione aggiornata della frana e della strada, recuperando studi e progetti esistenti, e si determinino il danno e il costo necessario alla riapertura.
Si istituisca una cabina di regia istituzionale e tecnica, con responsabilità precise, per seguire progettazione, autorizzazioni, finanziamento e realizzazione.
Si attivino tutti i canali disponibili, europei, nazionali e regionali, utilizzando ogni strumento destinato a infrastrutture, mobilità, aree interne e coesione territoriale.
La Legge di Bilancio in discussione al Parlamento nazionale rappresenta un’opportunità immediata e non più ripetibile per reperire le somme necessarie alla riapertura della strada di Cavallerizzo».
Lo stesso Terranova aggiunge: «Per questo chiediamo ai parlamentari calabresi, di ogni appartenenza politica, di presentare e sostenere subito un emendamento specifico, adeguatamente finanziato, che consenta di avviare l’intervento. Non possiamo rinviare ancora. Questa è l’occasione concreta per trasformare ventuno anni di attesa in una decisione dello Stato. Chiediamo a tutte le istituzioni, alle forze politiche, ai Sindaci, ai parlamentari, alle associazioni, ai sindacati e alle rappresentanze del territorio di unirsi immediatamente per sostenere l’emendamento e accompagnarlo fino all’approvazione. L’unità, in questo momento, è indispensabile. Divisi si rinvia ancora; uniti si può ottenere il finanziamento e avviare finalmente l’opera. Questa è la concretezza: un emendamento, risorse certe e l’avvio dei lavori.
È legittimo chiedersi se, invece di destinare ingenti risorse pubbliche a manifestazioni ed eventi che non producono ricadute economiche e strutturali durature sul territorio, non sia arrivato il momento di concentrare una parte di quelle risorse anche su bisogni essenziali e permanenti. Non è una contrapposizione tra cultura, turismo ed eventi da una parte e infrastrutture dall’altra. È una questione di priorità. La riapertura della strada di Cavallerizzo è un bisogno civile e democratico concreto, che riguarda decine di migliaia di cittadini, la loro mobilità, il diritto ai servizi, la sicurezza e la possibilità stessa di continuare a vivere e lavorare in questa terra. Una volta, con la stessa determinazione e volontà con cui si finanziano grandi iniziative, si intervenga anche su questa ferita lunga ventuno anni. Perché una strada che ricongiunge comunità, scuole, servizi, lavoro e sanità non è una spesa: è un investimento in civiltà, coesione e futuro».
Terranova esprime la sua posizione anche in materia di sanità, ponendo l'accento sulla casa della salute di San Marco Argentano. «La vicenda della Casa della Salute di San Marco Argentano -ha detto- rappresenta un altro grave segnale. Per l’intervento erano stati previsti €8.149.648,89. Le risorse sono state successivamente disimpegnate e, ancora nel 2026, restano da chiarire la loro destinazione, l’effettiva disponibilità e lo stato di attuazione dell’opera. Gli atti regionali più recenti evidenziano inoltre criticità nell’avvio delle procedure. Se, come previsto dal cronoprogramma del Piano di rientro, la struttura deve essere consegnata entro il 31 dicembre 2026, come è possibile che oggi non vi sia traccia concreta dell’opera? Dove sono le risorse? Dov’è il cronoprogramma operativo? Dov’è la gara? Il territorio ha diritto a risposte pubbliche e documentate. La sanità non può essere affidata alle promesse e le risorse destinate alla salute dei cittadini non possono dissolversi nella programmazione».
Terranova conclude, sostenendo: «Per me la politica non si fa soltanto negli appuntamenti elettorali. Si fa ogni giorno, affrontando e risolvendo i problemi delle persone. Dopo otto anni di appelli e ventuno anni di attesa, è arrivato il momento di scegliere da che parte stare: dalla parte dei problemi o dalla parte delle soluzioni. Riaprire la strada di Cavallerizzo significa restituire mobilità, servizi, dignità e futuro a un territorio che non chiede privilegi, ma pari condizioni con il resto del Paese. È tempo di chiudere la stagione delle due Italie. Uniamoci subito per presentare e approvare l’emendamento alla Legge di Bilancio: questa opportunità non può essere perduta. Trasformiamo finalmente questa ferita in un’opera di civiltà. Diamo fiato e respiro a questa terra».

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