Un talk pubblico per informare e sostenere i pazienti

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RENDE - Si terrà mercoledì 21 maggio 2025, alle ore 18:00, presso l’Hotel San Francesco di Rende, il talk “Fibromialgia: l’esperto risponde”, un momento di confronto e informazione aperto al pubblico. L’incontro è organizzato dall’Avv. Anna Cerrigone, referente per la Regione Calabria del CFU Italia ODV, insieme a Elena Giardullo, referente per la città di Cosenza.

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L’invito è rivolto a tutte le persone affette da fibromialgia, ai loro familiari e a chiunque abbia domande, dubbi o desideri chiarimenti: sarà infatti possibile rivolgere quesiti direttamente agli specialisti coinvolti, che risponderanno durante l’evento. Obiettivo dell’incontro è offrire risposte concrete su una malattia ancora poco conosciuta, di difficile diagnosi e che, ad oggi, non è stata ancora ufficialmente riconosciuta dallo Stato.
Un’occasione importante per confrontarsi con professionisti esperti, per essere ascoltati e per ricevere informazioni chiare e aggiornate. All’incontro saranno presenti il Dr. Giovanni Ciardullo, reumatologo; la Dr.ssa Patrizia Scarpelli, terapista del dolore; la Dr.ssa Luciana Leo, fisiatra; il Dr. Francesco Garritano, nutrizionista e membro del Comitato Scientifico CFU; la Dr.ssa Anna Scaglione, psicologa cognitivo-comportamentale e anche lei componente del Comitato Scientifico CFU; Valentina Frangella, operatrice Shiatsu Namikoshi ed esperta in trattamenti naturali; e infine il Dr. Tommaso Quintieri, medico legale ed esperto nelle questioni d’invalidità.
A tutela dei pazienti fibromialgici e per alleggerire almeno in parte il peso economico che grava su di loro, l’Avv. Cerrigone e la Giardullo hanno, inoltre, stipulato, per tutti i tesserati del CFU Italia, diverse convenzioni con laboratori di analisi cliniche, centri radiologici e strutture sanitarie specialistiche. Queste convenzioni garantiscono una scontistica sulle prestazioni che varia dal 10% al 25%.
Un piccolo, ma importante contributo in un contesto in cui i malati di fibromialgia devono sostenere interamente i costi delle cure, poiché la malattia non è ancora inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

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