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Il Natale è appena trascorso, resta un ultimo scorcio festivo, prima che la normalità riprenda il suo ritmo quotidiano ed in qualche modo rassicurante. Il primo gennaio per tutti è tempo di bilanci, aspettative, e buoni propositi. Come ogni anno mi riprometto, mentre sto per accendermi un’altra sigaretta, di smettere di fumare e dimagrire (pensando alla cena). E poi auguro a me stessa, alla mia famiglia, ai miei affetti semplicemente serenità.

Che potrà sembrare banale, ma con gli anni che passano e le molte vicissitudini che ci sfiorano, oltre agli affanni quotidiani, mi rendo conto che essa è un bene prezioso. Ciò che permette alle nostre esistenze di assaporare gli attimi, godendoli pienamente. Senza il bisogno che essi siano speciali, ma annusarli, apprezzarli, in tutta la loro essenza. La normalità può sorprenderti, se si è capaci di coglierne i suoi segreti. Ogni festa, ma soprattutto quelle natalizie, portano con sé (almeno per me) un carico di malinconia, non stridente con il luccichio circostante: essa è un sentimento nobile. La sento sempre più intensamente, sarà che da anni sono migrante, o per qualcosa di profondamente connaturato in me. Io fra cenoni e cenette, propositi e bilanci, alberi ed acquisti, giochi e cartoni con mia figlia, un martini con mio marito, lascio avvolgermi da malinconici e dolci ricordi. Li indosso, come si indossa una sciarpa di lana: mi lascio scaldare. E mi sovvien l’eterno… direbbe, il sempre amatissimo Leopardi. Durante una delle mie passeggiate natalizie con mia figlia ci siamo imbattute nel Presepe vivente. Non sono credente, ma amo i riti, e tutto ciò che ha il sapore della teatralità. E poi mia figlia avrà il diritto di scelta sull’argomento, e quindi non le nego la religiosità. Improvvisamente odo “Tu scendi dalle stelle”. E non sono più in terra di Lombardia. E non sono più la mamma di Ginevra. E non sono più una donna adulta, di quasi 40 anni, ma semplicemente “Annicè”. Ritorno bambina, mi sembra di udire le voci delle mie nonne che cantano questa dolce nenia. Mi ritrovo in Calabria, abbraccio tutte le mie emozioni. E ripercorro la mia infanzia contaminata da Bandiere Rosse e Astri del Ciel. Senza una vera contrapposizione fra le due “fazioni”. A volte, nel regno dorato dell’infanzia ciò è possibile. E mi commuovo. Rivedo me e mio fratello bambini, i viaggi in macchina, mio padre giovane ed ignaro di ciò che sarebbe avvenuto, mia madre bellissima. E sono felice. Per tutto ciò che è stato. E guardo mia figlia. E sono felice. Per tutto ciò che sarà. Auguri a tutti!

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