Campagna anti incendio 2026 home alta

Suggestioni turche

Succede che per allontanare, o a volte esplorare, dandogli spazio dentro di sé, quel “tarlo mai sincero che chiamano pensiero”, per dirla con Guccini (manchi Maestro!), c’è bisogno di distacco, ed Hegel, si è già espresso sulla profondità della superficie. Il distacco dal proprio pensiero, sia esso dominante o occasionale, inteso come qualcosa che ci stimola eppure ci costringe a guardarci dentro (e quindi può costare fatica), può essere dato da semplici appuntamenti quotidiani. 

Come guardare, ancora una volta, una replica di Law & Order o una telenovela. Ultimamente vanno per la maggiore quelle turche. Io non ho ceduto alle loro lusinghe, affezionata e fedele, e tanto fa l’effetto nostalgia, a quelle sud americane degli anni 80, e alla loro regina per eccellenza, la Duse del genere: Veronica Castro. Scrissi anche un saggio sull’argomento, con analisi marxista, ca va sanse dire che le strade del pensiero sono infinite e “pensare è sconsigliato (solo) per chi non è abituato” ( semi cit. gucciniana). Ma l’eco dell’estate, se pur in una domenica piovosa, malinconicamente autunnale, retoricamente lunatica, ritorna per un attimo su me. Come un timido raggio di sole che da subito si occulta e allontana. E l’eco dell’estate porta con sé suggestioni turche e quattro fratelli orfani, Oliver Twist scansati proprio, che affrontano la povertà e numerosi lutti, che il cane si sa a chi morde sempre! È questa la telenovela, il cui titolo è “Tutto per la mia famiglia”, che accompagna i lunghi, eppure che si consumano in un battito di ciglia, pomeriggi estivi in collina. È la telenovela che segue mia madre. È il suo appuntamento con lo svago, con l’abitudine seriale, con il melò turco. E mi racconta, mia madre, mentre io indolente sfoglio un Diabolik, di Kadir e Omar, della loro lotta quotidiana, di differenze sociali e rivendicazioni, di lavoro e sfruttamento, che “Il Capitale” sembrerebbe un libretto neo liberista, e poi di eterni amori impossibili, e lì siamo sul territorio di Austen e le sorelle Bronte. E pur nel caldo asfissiante di una appena trascorsa estate, trovo ristoro nelle parole di mia madre, e ancora una volta tenerezza. Le sue parole che fanno compagnia, che sono preziose se pur nella narrazione di una telenovela, e le narrazioni sono tutte importanti. E sono preziose, mamma, le tue parole perché sono le tue parole. Ancora una volta per me, come quando, in una passata esistenza, mi raccontavi le favole.

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Oggi la protesta in Calabria, che succede?

Da mercoledì molti distributori del nostro comprensorio sono rimasti a secco e davanti a quelli ancora riforniti si sono formate code fino alla strada, con gente in fila anche a serbatoio mezzo pieno. Ieri è toccato ai supermercati, con scaffali...

Controcorrente

Il futuro è già oggi!

Nel Bel Paese, oltre al Festival di Sanremo - l’evento canoro per antonomasia, la vetrina pop più conosciuta al mondo - esiste anche l’Italia dei “Festival della Cultura”.Si tratta di manifestazioni concentrate solitamente su un arco temporale che...

Pillole di pediatria

Come gestire la gastroenterite in età pediatrica

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Salvifica profondità

Gusto e Benessere

Bosco & Mare

Pubblicità

Pubblicità
Campagna antincendio 2026 sidebar