ROMA - L'agguato di Lattughelle, nel quale è stata uccisa la moglie di Damiano Pepe e lo stesso 64enne è rimasto gravemente ferito, riapre il confronto sulla sicurezza nella Sibaritide. Il senatore Ernesto Rapani esprime profonda preoccupazione per l'accaduto e rilancia la proposta di estendere alla zona l'operazione Strade Sicure, che prevede l'impiego dell'Esercito a supporto delle forze dell'ordine.
«C'è chi continua a sostenere che tutto vada bene, ma purtroppo la realtà racconta altro. L'ennesimo fatto di sangue dimostra che non possiamo permetterci di sottovalutare la situazione. Non si tratta di alimentare allarmismi, ma di prendere atto di criticità che richiedono risposte concrete». «Solleciterò, inoltre, il ministro competente affinché venga dato seguito alla richiesta, già avanzata al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, di elevare a Gruppo l'attuale Comando territoriale.
Si tratta di un passaggio importante per rafforzare la presenza e la capacità operativa dell'Arma nella Sibaritide, un territorio vasto e complesso che richiede strutture adeguate alle esigenze di sicurezza e di contrasto alla criminalità organizzata. È necessario accelerare questo percorso e arrivare quanto prima a una decisione».
Rapani esprime apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, impegnati in un territorio vasto e complesso, dove la disponibilità di personale resta una questione centrale.
«Alle forze dell'ordine va il mio pieno sostegno. Conosco il loro impegno e le difficoltà che affrontano. Durante il mio mandato parlamentare ho più volte sollevato il problema degli organici. Il Governo Meloni ha avviato nuove assunzioni e interventi di potenziamento, affrontando carenze accumulate negli anni. È un percorso che deve proseguire, con particolare attenzione alla Sibaritide».
Il senatore chiarisce quindi il significato della richiesta di impiegare l'Esercito. «Nessuno pensa che la presenza dei militari possa, da sola, risolvere il problema della criminalità organizzata. Sarebbe un errore sostenerlo. Strade Sicure rappresenta uno strumento aggiuntivo, una presenza fisica dello Stato che può svolgere una funzione di deterrenza e contribuire alla vigilanza di obiettivi sensibili».
C'è poi un aspetto operativo che Rapani considera particolarmente importante: la possibilità di destinare maggiori risorse delle forze dell'ordine al controllo del territorio.
«Come già ribadito in precedenti occasioni, penso ai servizi di vigilanza presso il cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide, dove sono impegnati uomini delle forze dell'ordine. Laddove le condizioni operative e le autorità competenti lo consentissero, l'impiego dei militari potrebbe permettere di destinare parte di quel personale ad altre attività di controllo e prevenzione. Significherebbe utilizzare meglio le risorse disponibili, senza sottrarre sicurezza ai siti sensibili».
Rapani auspica quindi una nuova valutazione della proposta da parte degli organismi competenti. «Mi auguro che si comprenda la necessità di prendere seriamente in considerazione questa possibilità. La presenza dell'Esercito non sostituisce le indagini, il contrasto alle organizzazioni criminali o il lavoro delle forze dell'ordine. Può però offrire un contributo concreto al presidio del territorio».
Infine, il parlamentare richiama alla responsabilità istituzionale. «La sicurezza non può diventare un argomento di discussione soltanto dopo una tragedia. Occorrono continuità, attenzione e collaborazione tra tutte le istituzioni.
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