LUZZI - Anche gli studenti del Liceo Artistico e del Liceo Classico di Luzzi – IIS “Enzo Siciliano” di Bisignano fanno sentire la loro voce. Ieri mattina hanno manifestato davanti la loro scuola per dare voce alle proprie preoccupazioni e alle loro rivendicazioni e per chiedere di essere ascoltati.
Alla base della protesta il diritto allo studio ed a una scuola pubblica più attenta ai bisogni di che la vive ogni giorno. Significative, infatti, le parole riportate nei numerosi cartelloni apparsi nel piazzale antistante l’edificio scolastico. Frasi come “Soldi alle scuole, non alla guerra”, “Il silenzio vi rende complici” e “Quando la cultura diventa un lusso, la società paga il conto” che hanno catturato l’attenzione della popolazione. La manifestazione, ordinata e pacifica, è servita a portare all’attenzione dell’opinione pubblica luzzese temi che riguardano la quotidianità degli studenti, tra cui il costo dei libri e dei trasporti, la necessità di ambienti scolastici adeguati e di una organizzazione capace di ascoltare le esigenze di studenti e docenti. «Quando gli studenti scelgono di farsi sentire, la loro scuola diventa partecipazione, consapevolezza e cittadinanza». Questo il commento di Anna Pingitore, docente della scuola e consigliera comunale, a margine della manifestazione. «Oggi, vedendoli prendere posizione davanti alla loro scuola e ascoltando le loro ragioni, -aggiunge la Pingitore- ho provato orgoglio sia come docente, perché vedere gli studenti prendere parola e rivendicare il diritto ad un futuro migliore è anche il senso più profondo del nostro lavoro educativo, sia come cittadina perché una comunità ha bisogno di giovani che non si sentano estranei alle questioni che riguardano il bene comune. Orgoglio anche come consigliera comunale -aggiunge- perchè credo che una comunità democratica debba saper ascoltare le voci dei più giovani, senza liquidarle come una semplice protesta o una giornata sottratta alle lezioni». E rivolgendosi agli studenti conclude la riflessione: «La vostra voce oggi si è fatta sentire davanti alla vostra scuola. Adesso, chi ha la responsabilità di decidere abbia la volontà di ascoltarla».
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