LUZZI – «Sulla salute pubblica non si scherza e non si può tirare a campare con promesse elettorali». Lo hanno ribadito i rappresentanti del movimento civico “Alleanza Bene Comune” nel corso dell’incontro pubblico tenutosi nell’affollato Teatro Tenda “Sen. Francesco Smurra”.
L’iniziativa, infatti, organizzata dal gruppo civico è stata incentrata sul futuro dei servizi sanitari e sulla contestata localizzazione della nuova Casa della Comunità in contrada Serra Civita. «Confinare la Casa di Comunità in una contrada periferica -è stato sottolineato- mette a rischio il poliambulatorio centrale e la guardia medica, creando un grave disservizio per anziani e famiglie».
L’incontro, moderato da Elvira Sangineto, si è aperto con l'intervento di Antonio La Marca, coordinatore del neonato gruppo “Alleanza Bene Comune”. La Marca ha sottolineato che il movimento nasce per proporre una svolta netta dopo dieci anni di gestione amministrativa priva di visione strategica, con l'obiettivo di restituire centralità a Luzzi. Riguardo alla Casa della Comunità, ha chiarito che la contrarietà a contrada Serra Civita è puramente tecnica e logistica. «Un presidio essenziale -ha detto- deve garantire accessibilità e non isolamento».
Per il gruppo, esistevano due alternative valide. La prima era l’adeguamento del vecchio poliambulatorio del centro, con i presunti problemi geologici sollevati dall'amministrazione comunale superabili con una progettazione adeguata, sfruttando il finanziamento esistente di ben 2 milioni e 300 mila euro. La seconda alternativa era l’ampliamento delle strutture di Piazzale Cesare Dima (ex Fornace) a valle. Un’area - è stato spiegato - in piena espansione che ha già dimostrato la sua efficienza come hub sanitario durante l'emergenza Covid, comoda anche per i comuni limitrofi.
Dura ed estremamente dettagliata è stata la denuncia della consigliera di minoranza Anna Pingitore, la prima a sollevare ufficialmente il problema nel consiglio comunale dello scorso agosto. Carte e delibere alla mano, la consigliera ha argomentato come l’amministrazione abbia voluto tenere volutamente nascosta l’opera, ben consapevole che non dovesse nascere in una contrada periferica, accusando apertamente il sindaco e la vicesindaca di aver sempre mentito su questo argomento. Sulla stessa linea anche la consigliera di minoranza Ramona Fazio, che ha espresso totale contrarietà verso una scelta definita "scellerata". Secondo la Fazio, questo spostamento toglierà un polo sanitario vitale al paese, ponendo le basi per una lenta agonia del territorio e rischiando di trasformare la Casa della Comunità di Serra Civita nell'ennesima "cattedrale nel deserto" della regione. Critiche alla viabilità precaria della zona scelta sono arrivate anche dal presidente dell’Anteas Fabrizio Greco, mentre Alessandro Cilento del movimento “Ora tocca a noi” ha stigmatizzato l'operazione come frutto di giochi politici e spartizione di voti. Nonostante l’invito nessun rappresentante dell’esecutivo municipale è stato presente, ha partecipato invece il direttore sanitario del distretto Valle Crati dell’Asp, Ottorino Zuccarelli che ha fornito informazioni per quanto di propria competenza, non essendo direttamente responsabile della scelta della sede a Luzzi, cercando di dare rassicurazioni su poliambulatorio e guardia medica. Rassicurazioni al momento verbali ed a cui dovranno seguire atti e decreti. Le conclusioni sono state tratte da Gino Palermo, il quale ha invitato la cittadinanza a unirsi al gruppo per costruire una vera alternativa politica. Alleanza Bene Comune non si fermerà e richiederà formalmente al sindaco e all’Asp garanzie sicure, scritte e durature. Secondo il gruppo civico, infatti, le rassicurazioni fornite dal dirigente dell'Asp servono unicamente a mantenere calma la popolazione e a difendere lo status quo. Il rischio reale e inevitabile - per i promotori dell’incontro - è che, nel tempo, tutto venga accentrato presso la nuova Casa di Comunità, consumando l'ennesima beffa ai danni dei cittadini. Per evitare questo scenario, il movimento dichiara che non resterà a guardare e rilancia con forza le tre rivendicazioni della mobilitazione: il mantenimento definitivo di tutti i servizi sanitari essenziali nel centro urbano, il trasferimento immediato della Guardia Medica nei locali dell'ambulatorio pubblico, ponendo fine allo spreco dei fondi destinati agli affitti privati, garanzie scritte e vincolanti sulla stabilità e sul potenziamento del personale medico sul territorio.
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