I Cranberries li ascoltavo quando avevo 20 anni, con un decennio di ritardo (o quasi). Ma dove io ho vissuto non esisteva il tempo. Ero universitaria. E la splendida voce di Dolores albeggiava su di noi e con noi, accompagnando i nostri percorsi. In qualche modo una colonna sonora. La notizia della sua morte, avvenuta misteriosamente il 15 gennaio scorso, mi colpisce e mi riporta indietro. Le cause della morte non chiare. Aveva solo 46 anni. Dolores O’ Riordan, anima e voce dei Canberries, è morta a Londra , dove si trovava per una breve sessione di registrazione.

I Cranberries è sicuramente uno dei gruppi irlandesi Pop Roch più famosi al mondo. La prima formazione del gruppo, nato nel 1989, non comprendeva la O’ Riordan, che solo l’anno dopo sostituì il cantante Niall Quinn. Il suo particolarissimo, quasi mistico, dolce, sensuale, tono di voce conquistò subito i fans. Divenendo il vero marchio di fabbrica dei Cranberries. Nel 1994 il successo planetario: Zombie consacra la band irlandese. Il brano è un inno contro la guerra e la violenza. La storia della band si interrompe nel 2002, dopo una serie di concerti supporto dei Rolling Stones, per la decisione di Dolores di tentare una carriera solista. Riprende con una Rounion Tour fra il 2009 ed il 2010 e nel 2012 è suggellata da un novo disco: “Roses”. Ora che la voce simbolo degli anni 90 se ne è andata riaffiorano lati oscuri e terribili della sua esistenza: tra gli 8 ed i 12 anni Dolores fu abusata da una persona che godeva della fiducia della sua famiglia. Un segreto custodito a lungo che le ha causato depressione ed anoressia. E’ stato quando ha partecipato come giudice al programma “The Voice”, edizione irlandese, che pubblicamente ne ha parlato per la prima volta. Dolores lascia tre figli ed un grande vuoto nel mondo della musica. La sua voce resterà un sogno impalpabile. Una carezza rude, come la sua esistenza.

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