• La voce della domenica

    Man mano che il tempo, sicario silenzioso, si consuma e ci fagocita, noi esseri umani, fragili nel corpo e immortali nel pensiero, tendiamo inevitabilmente alla semplificazione, sgravandoci dagli orpelli, dalle superficialità, dai fatti e dalle cose che non contano e ci impediscono di cogliere l’essenza di una vita che, a ben vedere, si riduce agli «sparuti incostanti sprazzi di bellezza» di cui parlava, anni addietro, il sagace Paolo Sorrentino.

L'Editoriale

La libertà illusoria: quando la parola è concessa, non garantita

Viviamo dentro una delle più grandi illusioni del nostro tempo: credere di essere liberi perché possiamo parlare. I social network hanno trasformato l’espressione in un gesto meccanico, immediato, apparentemente democratico. Scrivi, pubblichi,...

Controcorrente

Vittorio Vattimo, il sindaco della modernizzazione

A cinquant’anni dalla morte (30.12.1975) di Vittorio Vincenzo Vattimo, meritoria iniziativa dell’Amministrazione comunale di Spezzano Albanese  di commemorare -unitamente alla famiglia- la figura  del “sindaco buono”, tanto stimata ed amata dalla...

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Era un giardiniere, ora è giardino

Gusto e Benessere

Zuppa di farro al miso

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