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Celiberto: «Il rispetto delle regole in consiglio comunale non è un optional»

CASSANO ALL'IONIO - «Si resta sinceramente allibiti nel leggere la nota diffusa dal PSI di Cassano allo Ionio, in merito a quanto accaduto nell'ultima seduta del Consiglio comunale». Con queste parole Francesco Celiberto, commissario di Forza Italia Sibari, replica alle accuse mosse dai socialisti nelle ultime ore sulla conduzione dei lavori dell’assise.

L'esponente azzurro entra poi nel merito della nota del PSI: «Una presa di posizione che, anziché richiamare tutti i propri 3 consiglieri al rispetto delle regole, del garbo istituzionale e delle prerogative degli organi consiliari, finisce per alimentare una narrazione che, alla luce di quanto accaduto e documentato dalla diretta pubblica del Consiglio, appare quantomeno discutibile. Si arriva addirittura a parlare di tentativi di imbavagliare i consiglieri scomodi e di una conduzione autoritaria dell'Assise. Accuse gravi, che respingiamo con fermezza e che non possono essere utilizzate per trasformare il rispetto del regolamento in una presunta limitazione della democrazia. Come Forza Italia, riteniamo, anzi, che la Presidente del Consiglio comunale abbia dimostrato finora un atteggiamento persino troppo paziente nei confronti di determinati comportamenti. È bene ricordare, infatti, che il regolamento consiliare prevede precise disposizioni per garantire il corretto svolgimento dei lavori e che, dopo due richiami, il Presidente può arrivare ad allontanare dall'aula il consigliere che persiste nel disturbare la seduta, secondo le procedure previste. Il rispetto delle regole non è un optional, così come l'educazione e il garbo istituzionale non hanno colore politico. Sembra, invece, che qualcuno fatichi ancora ad accettare il risultato democratico espresso dai cittadini cassanesi, che hanno assegnato al PSI il ruolo di minoranza consiliare. Un ruolo importante, sia chiaro, perché l'opposizione ha il diritto e il dovere di esercitare il controllo sull'operato dell'Amministrazione, di avanzare proposte, sollevare criticità e contestare le scelte politiche. Ma tutto questo deve avvenire nel rispetto delle istituzioni, delle persone e delle regole che disciplinano il confronto democratico. L'opposizione può essere ferma, incisiva e persino dura nei contenuti, ma non può pretendere che il confronto politico diventi un terreno privo di regole. Conosciamo bene il ruolo della minoranza, anche perché i colleghi socialisti non mancano occasione di ricordarci che, fino a poco tempo fa, erano loro a governare la città. Ma il passato amministrativo non attribuisce privilegi, né consente di sottrarsi alle regole che valgono per tutti. Ciò che maggiormente sorprende nella nota del PSI è, tuttavia, il ricorso a espressioni offensive di uomini e donne che compongono l’assise. La critica politica è legittima, l'attacco personale è un'altra cosa. Attribuire ruoli di subordinazione, insinuare l'esistenza di manovratori e mettere in discussione la dignità personale di una consigliera significa oltrepassare il confine del confronto politico civile. E ancor più quando simili espressioni vengono rivolte a una donna impegnata nelle istituzioni, diventa necessario interrogarsi sull'opportunità e sulle conseguenze di certe parole. Come Forza Italia, siamo orgogliosi di essere profondamente distinti da questo modo di intendere la politica, che preferisce le contrapposizioni personali al confronto sui problemi reali della città. Cassano allo Ionio ha bisogno di una politica capace di affrontare le questioni amministrative, di proporre soluzioni e di lavorare per il bene della comunità. Non ha bisogno di polemiche permanenti, accuse reciproche e ricostruzioni che rischiano di esasperare ulteriormente il clima politico. Per queste ragioni, rivolgo al PSI e ai suoi rappresentanti un invito chiaro: recuperiamo il senso delle istituzioni e riportiamo il confronto sui contenuti. La democrazia non si difende gridando al bavaglio ogni volta che viene richiesto il rispetto delle regole. Si difende garantendo a tutti la possibilità di esprimersi, ma anche pretendendo che ciascuno si assuma la responsabilità delle proprie parole e dei propri comportamenti. Le istituzioni meritano rispetto. I cittadini meritano serietà. La politica merita un confronto all'altezza delle responsabilità che siamo chiamati a esercitare».

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