CATANZARO - «Mentre la salute dei calabresi continua a essere minacciata dalla presenza diffusa di amianto sul territorio, la Regione Calabria sembra aver dimenticato completamente il problema. Ho depositato un’interrogazione rivolta al Presidente Occhiuto e all’Assessore all’Ambiente per pretendere trasparenza e risposte certe su un'emergenza sanitaria e ambientale non più rinviabile». A dichiararlo è Elisabetta Barbuto, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle in Calabria.
«Il quadro attuale è allarmante -prosegue la consigliera del M5S-. Il Piano Regionale Amianto della Calabria (PRAC), approvato a fine 2016 con validità quinquennale, è formalmente scaduto da anni senza che la Giunta abbia mai provveduto all'aggiornamento biennale obbligatorio per legge. Di fatto, la Calabria si trova priva di uno strumento programmatico valido ed efficace per pianificare la bonifica e il monitoraggio dell'asbesto. Gli obiettivi sbandierati nel piano, a partire dal censimento georeferenziato e dal piano di dismissione, sono rimasti per gran parte sulla carta».
La consigliera Barbuto pone poi l'accento sul nodo economico sollevato di recente anche dall'ex Ministro dell'Ambiente e Vicepresidente della Camera, Sergio Costa: «Parliamo di ben 43 milioni di euro stanziati a livello statale nel 2018 per la Calabria e destinati al monitoraggio e alle bonifiche di materiale pericoloso. Ad oggi non vi è traccia di una rendicontazione chiara ed esaustiva di queste risorse. A fronte di oltre 15 milioni di metri quadri di amianto che ancora insistono sul nostro territorio, vogliamo sapere esattamente quanti di questi fondi siano stati effettivamente spesi, quanti cantieri siano stati aperti e se vi sia il concreto rischio di perdere queste risorse a causa dell'inerzia burocratica della Regione».
«Attraverso l'interrogazione depositata -conclude Elisabetta Barbuto- chiediamo alla Giunta di fare immediata chiarezza sullo stato di avanzamento delle bonifiche, sulle azioni a supporto dei Comuni per la redazione dei Piani Amianto Comunali (PAC) e, soprattutto, sui tempi d'adozione del nuovo Piano Regionale. La tutela della salute pubblica e dell'ambiente non può continuare ad essere subordinata ai ritardi e alla disattenzione delle istituzioni regionali».
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