• Una storia di whisky, tabacco e canzoni

    Il whisky è stato il ventennale compagno di Fabrizio De André. Nei riflessi fulvi del distillato aleggiano il disagio, l’ispirazione e il coraggio di un artista che, attraverso il suadente e letale fascino dell’alcol, ha cercato di ammansire una innata timidezza e il peso di una figura paterna ingombrante e oppressiva, esempio di un perbenismo borghese benestante e ipocrita di cui, sin da giovanissimo, egli ha avvertito e denunciato le contraddizioni.

L'Editoriale

Le regole non sono il contrario della libertà

A Spezzano Albanese l'acqua si annusa prima di berla. Da tre mesi, tra ordinanze, divieti e denunce contro ignoti, intere contrade convivono con serbatoi contaminati da sostanze compatibili con idrocarburi, finite nelle condotte non si sa ancora...

Controcorrente

Ius Soli: chi nasce negli Stati Uniti è cittadino americano

Anche sul fronte interno, notizie negative per Donald Trump: la Corte Suprema, con la sentenza del 30 giugno scorso passata a maggioranza, ha deciso che lo “Ius Soli” non può essere eliminato con una semplice firma del Tycoon. La decisione, in...

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Una storia di whisky, tabacco e canzoni

Gusto e Benessere

Insalata di Farro in Caponata Leggera

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