L’identità culturale di Acquaformosa è un patrimonio collettivo, costruito attraverso secoli di storia e custodito dalla sua comunità. Per tale motivo non può essere ricondotta alle scelte, alle convenienze o alle appartenenze di una singola amministrazione. Non è uno strumento di consenso né una proprietà privata da gestire a proprio piacimento.
Per noi arbëreshë, custodire le proprie radici non significa allestire un teatrino per qualche fotografia di rito o partecipare a passerelle occasionali. Significa difendere una storia, una lingua, una cultura e una memoria collettiva che resistono da oltre cinque secoli, senza chiedere nulla in cambio. La nostra lingua, i nostri riti, i nostri abiti tradizionali e il patrimonio culturale che abbiamo ricevuto in eredità sono sopravvissuti grazie all’impegno, al sacrificio e alla passione di generazioni di cittadini che hanno continuato a vivere, custodire e trasmettere questa identità.
In questo percorso, le associazioni del Terzo Settore, e tra queste la Proloco Bashkuar APS, rappresentano una componente essenziale del patrimonio sociale e culturale della comunità. La nostra associazione, riconosciuta, strutturata e regolarmente iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), opera attraverso il volontariato, la partecipazione e l’impegno civico. Essere volontari significa assumersi responsabilità e lavorare nell’interesse della comunità. Significa agire con trasparenza, autonomia e rispetto delle istituzioni, senza per questo rinunciare alla propria libertà associativa.
La rassegna “Kuntisa 2026”, svoltasi a Contessa Entellina, dove il Sindaco Leonardo Spera ha chiamato a raccolta il mondo italo-albanese di Sicilia e Calabria, rappresentava un appuntamento di particolare rilievo per tutte le realtà impegnate nella tutela e nella promozione della cultura arbëreshe.
Per Acquaformosa avrebbe dovuto essere un’occasione importante di rappresentanza della nostra comunità, della sua storia e del suo patrimonio culturale e associativo. Ed è proprio in relazione a questo appuntamento che riteniamo doveroso esprimere il nostro dissenso rispetto alle modalità con cui l’Amministrazione Comunale di Acquaformosa ha gestito la rappresentanza del nostro paese. Di fronte a questa vetrina storica, l’Amministrazione Comunale di Acquaformosa ha messo in scena l'ennesimo sgarbo istituzionale. Ancora una volta, la Proloco Bashkuar, ovvero l'associazione maggioritaria del suo stesso territorio, è stata esclusa da un momento istituzionale e culturale nel quale avrebbe potuto e dovuto portare il contributo della propria esperienza e del proprio impegno nella tutela dell’identità arbëreshe.
Ciò che riteniamo politicamente deprimente e inaccettabile non è soltanto l’esclusione, ma il metodo.
Anziché affidarsi all'unica realtà associativa accreditata sul territorio, l'Amministrazione ha preferito dispensare inviti e posti a propria discrezione, selezionando persone secondo criteri del tutto arbitrari e attingendo direttamente dalla propria cerchia personale e familiare.
Quando la rappresentanza di una comunità viene determinata attraverso scelte discrezionali, senza un confronto trasparente con le realtà associative che operano stabilmente sul territorio, si rischia di trasformare un patrimonio collettivo in una questione di rapporti personali.
E questo non riguarda soltanto la Proloco Bashkuar.
Quando viene mortificato il ruolo di un’associazione che opera quotidianamente per la comunità, viene mortificato il lavoro dei suoi volontari e, più in generale, viene indebolita la stessa comunità che quelle istituzioni sono chiamate a rappresentare.
Non accettiamo che la cultura arbëreshe venga ridotta ad una semplice occasione di rappresentanza formale, né che il patrimonio storico e culturale di Acquaformosa possa essere utilizzato secondo logiche di convenienza.
La cultura non è proprietà di un’amministrazione. La cultura è della comunità. La storia non appartiene a chi amministra oggi e domani potrebbe non amministrare più. La storia appartiene a tutti noi.
Per questo continueremo a difendere, con determinazione e nel rispetto delle regole, l’identità, la memoria e la dignità di Acquaformosa. Lo faremo senza condizionamenti, senza favoritismi e senza piegarci a logiche di potere.
Chiediamo alla cittadinanza di interrogarsi, di partecipare e di non considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere: la rappresentanza culturale di una comunità deve essere inclusiva, trasparente e rispettosa di tutte le realtà che contribuiscono concretamente alla sua vita sociale.
La Proloco Bashkuar non cerca privilegi. Chiede rispetto. Non rivendica una proprietà sulla cultura arbëreshe. Rivendica il diritto di contribuire, con il proprio lavoro e la propria esperienza, alla sua tutela e alla sua trasmissione. E continueremo a farlo a testa alta, con libertà, responsabilità e orgoglio per la nostra identità.
La Presidente Sara Cordoano e il Direttivo della Proloco Bashkuar APS di Acquaformosa
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