C'è un suono che ogni genitore impara a temere nelle lunghe notti invernali: una tosse secca, metallica, simile al latrato di un cane o al verso di una foca. Nel gergo medico viene definito croup, ma per le famiglie è spesso l'inizio di una corsa affannosa verso il Pronto Soccorso.

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Eppure, dietro il rumore preoccupante di questo respiro, si nasconde una patologia virale che la medicina moderna ha imparato a gestire con precisione.
Un tempo questo termine evocava lo spettro della difterite; oggi, fortunatamente, quella forma è scomparsa dalle nostre latitudini. Il croup che curiamo quotidianamente è una sindrome causata da virus (principalmente i parainfluenzali) che colpisce i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, con un picco nel secondo anno di vita. Si manifesta con una triade inconfondibile: tosse "abbaiante", voce rauca e un rumore stridente durante l'inspirazione.
Perché accade?
Nei più piccoli la zona sotto le corde vocali è il punto più stretto delle vie aeree. L'infiammazione virale provoca un edema (gonfiore) che restringe ulteriormente il passaggio dell'aria. Il bambino, spaventato, piange, aumentando la pressione negativa nel torace e peggiorando l'ostruzione. È un circolo vizioso che quasi sempre si risolve in 1-2 giorni, ma che richiede una gestione oculata.
Una pratica comune, soprattutto nel passato, era chiudersi in bagno con i rubinetti dell'acqua calda aperti per creare una "camera umida". L'efficacia clinica del vapore è marginale o nulla nel ridurre l'ostruzione. Tuttavia, in ambito domestico, questo tipo di pratiche possono avere un ruolo "consolatorio": tranquillizzare il bambino aiuta a placare il pianto e, di riflesso, a migliorare il respiro, evitando spesso corse inutili al Pronto Soccorso per i casi lievi.
Il vero pilastro del trattamento è rappresentato dai corticosteroidi. Questi farmaci riducono l'edema laringeo in tempi brevi. Gli studi dimostrano che sia la via orale (desametasone o il comune betametasone) sia quella inalatoria (budesonide per aerosol) sono efficaci.
Il cortisone per bocca ha il vantaggio di una durata d'azione prolungata (il cosiddetto "effetto sul giorno dopo") ed è molto economico.
L'aerosol può essere leggermente più rapido nell'agire (circa 30 minuti contro 1 ora del farmaco orale). È importante sottolineare che anche dosaggi bassi di desametasone (0,15 mg/kg) si sono dimostrati efficaci quanto i dosaggi più alti, con un profilo di sicurezza ottimale.
Nei casi più impegnativi, il pediatra, in ambulatorio o in pronto soccorso, può ricorrere all'adrenalina per aerosol. Questo farmaco agisce rapidamente (10-30 minuti) restringendo i vasi sanguigni e sgonfiando la mucosa. Poiché il suo effetto è temporaneo, viene sempre associato al cortisone per evitare che, svanito l'effetto, i sintomi si ripresentino bruscamente.
Nella stragrande maggioranza dei casi (oltre l'80%), il croup è lieve. Se il vostro bambino si sveglia di notte con la classica tosse abbaiante, mantenete la calma. Se il disturbo è lieve, il calore e la tranquillità possono bastare a superare la fase acuta. Se invece notate rientramenti del torace, tachicardia o se lo stridore è continuo anche a riposo, è necessario consultare prontamente il medico o recarsi in Pronto Soccorso dove una singola dose del giusto farmaco risolverà rapidamente il quadro.

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