SPEZZANO ALBANESE - Non si placano i tono di protesta contro il caro gasolio che, negli ultimi giorni, sta interessando il comparto agricolo, con pesanti ripercussioni sulle attività degli operatori del settore. Stamattina, lunedì 5 ottobre, alla rotonda dello Scalo di Spezzano Albanese era presente un vasto spiegamento di manifestanti, con mezzi agricoli e striscioni disposti lungo l'area dell'incrocio e le uscite bloccate. Ad affiancare gli agricoltori e gli imprenditori non è mancata la presenza delle istituzioni, degli studenti del liceo Scientifico di Spezzano Albanese e di alcuni esponenti della chiesa.
Il presidio ha infatti visto il coinvolgimento di più sindaci ed esponenti politici provenienti da diverse aree tra l'Esaro e lo Ionio, tra cui Ferdinando Nociti da Spezzano Albanese, Roberto Ameruso da Tarsia, Francesco Rumanò da Terranova da Sibari, Vincenzo Rimoli da San Lorenzo del Vallo, Carmine Ferraro da Lungro, Francesco Zappone da Roggiano Gravina, Vincenzo Russo da San Donato di Ninea, Gianpaolo Iacobini da Cassano all'Ionio, Giuseppe Bosco da Firmo, l'assessore Fenisia Di Cianni da San Marco Argentano e Annalisa Milione da Acquaformosa.
In campo anche un articolato dispositivo di sicurezza, tra carabinieri e polizia di stato, a vigilare sullo svolgimento della mobilitazione.
Il messaggio emerso dalle voci dei manifestanti e dei sindaci che abbiamo ascoltato pone l'accento sulle ormai note difficoltà del comparto agricolo nel sostenere i costi e arrivare a fine mese, nonostante giorni di duro e intenso lavoro.
Il focus principale si è incentrato, in modo unanime, sull'urgenza di «ricevere risposte concrete», in grado di ripristinare le condizioni favorevoli per i lavoratori, affinché la protesta possa concludersi e il comparto possa tirare un «sospiro di sollievo». Riflettori accesi anche sulle multinazionali petrolifere che, a detta di alcuni manifestanti, fanno il «bello e il cattivo tempo». Viene auspicato, inoltre, il «coraggio di sedersi attorno un tavolo», da parte del governo centrale, per un confronto con queste realtà, con l'obbiettivo di individuare le soluzioni più rapide e in linea con le esigenze di chi affronta la crisi.
La manifestazione, quindi, trova piena adesione da parte dei primi cittadini, che considerano i 15 milioni annunciati nelle scorse ore dal presidente della Regione Roberto Occhiuto un primo riscontro, seppur debole e non sufficiente.
Un altro aspetto constatato durante il presidio è stato quello della scarsa partecipazione dei cittadini, malgrado il problema riguardi tutti da vicino. L'emergenza attuale, infatti, oltre al «caro gasolio agricolo e ai bassi prezzi riconosciuti ai produttori», riguarda anche l’aumento del costo dei carburanti e, più in generale, i rincari che pesano sulle famiglie.
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