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Scontro politico a Cassano sull’incarico nel Settore Tecnico

CASSANO ALL'IONIO - Non si fa attendere la replica della maggioranza all’opposizione, affidata a una nota congiunta firmata dai consiglieri Chiara Alario, Savina Azzolino, Anna Maria Bianchi, Federica D’Elia, Michele Filardi, Luigi Garofalo, Sofia Maimone, Stefano Pesce, Domenico Pisciotti e Ida Spezzano, in merito alle critiche sull’incarico ex art. 110 del TUEL al Comune di Cassano all’Ionio.

«È necessario -dichiarano i consiglieri- ristabilire un principio semplice: il dibattito è sacrosanto, ma il rispetto delle istituzioni e della verità lo è ancora di più. E, francamente, viene da dire che fino ad oggi si sia stati anche troppo indulgenti rispetto a certe ricostruzioni offerte, su vari temi, da parte sempre più minoritaria della minoranza». L’argomento del giorno è l’attivazione della procedura ex art. 110 del Testo Unico degli Enti Locali, che non nasce da improvvisazioni né da logiche opache, ma da una scelta amministrativa precisa e motivata. In un contesto in cui l’Ente ha riorganizzato la propria struttura, riducendo le aree e le Elevate Qualificazioni, generando risparmi che hanno consentito di finanziare questo incarico senza determinare alcun aumento della spesa complessiva.
Questo è un dato oggettivo -si aggiunge nella nota-, non opinabile. Allo stesso tempo, è sotto gli occhi di chiunque voglia osservare con onestà che oggi i dipendenti di categoria D sono gravati da una mole di procedimenti estremamente rilevante. Si tratta di interventi complessi come quelli sulla Torre di Milone, sul Municipio, sulla scuola di via Amendola, sui palazzi Cirillo, insieme a numerosi altri cantieri e pratiche tecniche. In questo quadro, parlare di mancata valorizzazione del personale interno è semplicemente falso: non si sostituisce ne’ si mortifica nessuno. Al contrario, si rafforza la struttura amministrativa per garantire efficienza e risultati.
È altrettanto importante ricordare, poi, che questa amministrazione ha compiuto scelte concrete sul piano sociale e del lavoro, stabilizzando pochi giorni fa undici TIS e assorbendo gli aumenti salariali derivanti dal rinnovo contrattuale.
Colpisce, invece, una certa disinvoltura nel dimenticare il passato. Le stesse forze politiche che oggi contestano l’utilizzo dell’ex art. 110, quando erano alla guida dell’ente hanno fatto ricorso allo stesso strumento, nominando un ingegnere esterno senza che quell’incarico venisse revocato neppure dopo l’assunzione di ulteriori tecnici di categoria D. Non solo: in quegli anni si è arrivati a prevedere la presenza di più numerosi componenti esterni nello staff del sindaco, con oneri a carico della collettività. È difficile non vedere, in questo, una contraddizione evidente, che dimostra quanta strumentalizzazione vi sia in determinate tesi.
Sotto il profilo giuridico, inoltre, va ricordato che gli incarichi ex art. 110 hanno natura fiduciaria, sono conferiti intuitu personae e sono per loro stessa natura temporanei, cessando con la fine del mandato del sindaco che li ha conferiti. Anche su questo punto, dunque, non c’è alcuna anomalia.
Sul piano politico, infine, non si può non rilevare come la parte minoritaria di minoranza che segue questa linea, improntata più all’attacco spesso personale che alla proposta, si sia progressivamente ridotta rispetto alla coalizione che ancora un anno fa includeva diverse forze e movimenti.
Evidentemente -concludono i consiglieri-, determinati atteggiamenti non pagano più. Pure per questo, su questo modo di fare politica, con chiarezza e senza ambiguità, riteniamo sia arrivato il momento di dire BASTA».

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