CASSANO ALL’IONIO - «Il tema dei lavori pubblici rappresenta il cuore pulsante del patto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Parliamo di risorse collettive su cui, in passato, abbiamo sempre dibattuto con trasparenza e fermezza».
È quanto si legge in una nota diffusa dal Movimento ArticoloVENTUNO, che aggiunge: «Per lineare coerenza con la nostra storia, avremmo voluto proseguire questo confronto nelle sedi istituzionali, portando la nostra battaglia direttamente in Consiglio Comunale.
È purtroppo noto a tutti come chi è stato eletto sotto il simbolo del nostro Movimento abbia scelto di tradire, in primis, il mandato ricevuto dagli elettori e, di conseguenza, voltato le spalle al gruppo che lo ha candidato ed eletto.
Si tratta di una dinamica ormai chiara ed ampiamente compresa da tutta la città.
Da più parti, i cittadini ci manifestano una crescente preoccupazione: alcuni dei lavori pubblici in città risultano, di fatto, bloccati. Ed attorno a questa situazione sembra essere calato un velo di assoluto silenzio.
Il cantiere della Torre di Milone o il Palazzetto a Sibari - per citare gli esempi più lampanti, ma purtroppo rappresentativi dello stato in cui versano la maggioranza delle opere - si ergono oggi non a simbolo di riqualificazione, ma a malinconico monumento all'incertezza ed all'inefficienza. Avevamo salutato con speranza, mesi fa, la convocazione di un Consiglio Comunale aperto sull'argomento.
Sembrava il preludio ad un'operazione di verità, ma si è rivelato un palcoscenico che ha partorito solo fiumi di retorica. Da quel giorno, il buio totale.
Signor Sindaco, ci rivolgiamo direttamente a lei, che della comunicazione ha fatto persino un mestiere. Lei si mostra impeccabile quando si tratta di dispensare annunci in pompa magna sui social e farsi fotografare con le forbici in mano per l'ennesimo taglio del nastro, ma su questo tema, invece, silenzio totale.
Ora, però, è tempo di occuparsi delle cose serie.
Alcuni cantieri, come quelli citati, sono fermi da troppo tempo: ne fornisca una spiegazione chiara non solo a noi, ma all’intera città.
Chi paga il conto di questi fermi prolungati? Vi sono costi aggiuntivi che il Comune sarà costretto a sborsare? La ditta esecutrice è destinataria di indennizzi o somme a causa della sospensione dei lavori?
Esiste una strategia concreta per uscire da questa fase di stallo o ci si limita semplicemente a navigare a vista? Ma soprattutto, questi cantieri ripartiranno mai, e con quali tempistiche reali, o sono destinati a rimanere eterni incompiuti?
La città non vi chiede altre iniziative di facciata a spese della collettività - tavolate, passeggiate, premi, riconoscimenti, attestati ed intitolazioni (ci vogliono anche quelle, ma non solo quelle) che sanno troppo di passato - ma vi chiede di chiarire i tempi, costi e soprattutto responsabilità. I cittadini meritano di capire se e quando vedranno i propri soldi trasformati in opere compiute, anziché in transenne arrugginite lasciate a marcire sotto gli occhi di tutti».
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