Marco Pannella, storico leader del Partito Radicale Italiano si è arreso alla morte, all'età di 86 anni. La politica italiana rimane orfana del “leone della Libertà”.
Ha intrapreso a svolgere l'attività politica nei primi anni cinquanta, essendo stato  tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei democratici e dei liberali, formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito Liberale Italiano, braccio politico, inizialmente, del settimanale il “ Mondo” di Pannunzio.
Marco Pannella indiscutibilmente è stato il protagonista delle battaglie civili tra gli anni anni settanta fino ai nostri giorni. Storiche sono state quelle sull'aborto e il divorzio, ma anche sul nucleare, la responsabilità civile dei magistrati il maggioritario, quella per i diritti dei detenuti e per la "giustizia giusta" (nel nome di Enzo Tortora).

Bnl

Il più grande sogno politico è stato la costituzione degli Stati Uniti d'Europa e la riforma politica dell'Italia in senso bipartitico e presidenziale.
Certamente un personaggio politico unico e geniale! Si è autodefinito un politico radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, antimilitarista, nonviolento e gandiano.
Non vi è dubbio che il leader radicale abbia offerto un contributo prezioso e decisivo alla crescita civile del Paese.
In questo momento trovo difficile immaginare nello scenario politico italiano un personaggio che abbia l'intelligenza, la capacità ed il coraggio di prendere simbolicamente il testimone.
In questo deserto politico sarà arduo proseguire le battaglie intraprese da Marco Pannella, il quale, sebbene sempre all'opposizione, è stato in grado di rappresentare un punto di riferimento politico, culturale del tutto originale dell'area laica, nonché ha sempre avuto “l'intuito” di indicare la direzione politica giusta per l'Italia, la quale, ovviamente, ha sempre disatteso.

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