• Un boccone avvelenato

    Nell’autunno del 1943, la Germania, logorata da una guerra che ha deliberatamente contribuito a scatenare, diviene un frenetico girone infernale. Le bombe alleate piovono sulle principali città tedesche seminando morte e distruzione e incrinando, giorno dopo giorno, l’incrollabile fiducia in una vittoria che appare sempre più improbabile, nonostante l’implacabile macchina della propaganda ‒ allestita dal mefistofelico ministro Goebbels ‒ tenti in tutti i modi di ridestare la proverbiale disciplina teutonica e la conseguente incondizionata obbedienza ai diktat di un Führer sempre più schiavo di nervi malati e manie di grandezza.

L'Editoriale

Dalla terapia intensiva alla rassegnazione

Torniamo a parlare di sanità all'indomani dell'uscita della Calabria dal commissariamento. Abbiamo letto sui giornali titoli grandi, dichiarazioni soddisfatte, la sensazione di una svolta dopo diciassette anni. Tutto giusto e legittimo. Ma c’è un...

Controcorrente

Chi devo chiamare se voglio parlare con l’Europa?

Tanto rumore per nulla: il vertice bilaterale Cina-Stati Uniti d’America dal punto di vista pratico ha raggiunto risultati modesti, limitati esclusivamente alla sfera economica. Ciononostante, almeno, Xi Jinping deve ritenersi del tutto soddisfatto perché la...

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

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La nascita di un’epica

Gusto e Benessere

Sfilatini noci arancia e fichi

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