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Dal 2012, cioè da quando mi è stata diagnosticata la SM, ogni anno sono stata sottoposta alla RM. Questo fino a quando il mio neurologo di Barletta non andò in pensione. Era lui a prenotare le RM ogni anno.

È fondamentale eseguire la RM sempre nello stesso centro, con la stessa macchina e la stessa risoluzione. Nel 2013 e 2014 non sono state riscontrate nuove lesioni, purtroppo, il contrasto era stato captato da alcune vecchie lesioni, le quali si erano riattivate. Questo portava nuovi sintomi differenti in base alla regione anatomica. Ogni volta mi sottoponevo a cicli di 10 giorni di siringhe di cortisone molto forti, le quali debilitavano il mio organismo. Molti lo tollerano perfettamente, ma per me era l’esatto contrario. Mi si alzava la pressione e la glicemia, incominciavo a sudare, a provare bruciore in tutto il corpo e mi sentivo svenire.
Il risveglio delle vecchie lesioni mi provocava un mal di testa che poteva durare anche una settimana, ed era talmente atroce da farmi, letteralmente, sbattere la testa contro il muro. Nessun farmaco riusciva ad alleviarlo.
Per i neurologi quel sintomo era indipendente dalla SM, ma io sentivo chiaramente che il mio corpo voleva dirmi che qualcosa non andava. Oltre a ciò, negli anni, ho riscontrato dolore ai polsi ed alle gambe, niente però era così destabilizzante come quel mal di testa. Nel 2015 feci la solita risonanza magnetica e aspettai che fosse pronto il referto in modo da sapere il risultato. Il neurologo mi chiamò ed affermò che dalla RM non erano comparse altre lesioni, e le vecchie erano sparite. Ero contentissima, si avvicinavano le feste e speravo di poterle passare in tranquillità con la mia famiglia.
Per sicurezza chiesi una copia del referto, lo lessi più volte e mi resi conto che erano comparse altre lesioni, andai in panico. Cominciai a piangere, era il 23 dicembre ma il neurologo era in ferie e non sapevo cosa fare. Passai quel Natale tra ansia e paura. Quando, finite le feste, contattai il medico, mi rispose semplicemente: ‘Non me ne sono accorto’. Rimasi senza parole. Mi prescrisse le solite flebo di cortisone e mi sospese la terapia, dato che non portava l’effetto sperato. Inoltre, mi consigliò di sottopormi a delle analisi specifiche e ad una nuova terapia con anticorpi monoclonali. Era necessario verificare la presenza di un particolare virus dell’encefalite, normalmente latente nell’organismo, che con gli anticorpi monoclonali può riattivarsi e creare problemi. La terapia consisteva nell'effettuare una flebo ogni mese in ospedale, in quanto bisognava essere monitorati, e dopo sei trattamenti era necessario rifare le analisi per verificare alterazioni nei risultati. Era una terapia a me sconosciuta e di conseguenza mi spaventava, ma era l’unica alternativa che mi veniva proposta.

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