Immagina la scena: è il tuo compleanno, sei nel tuo locale preferito, l'atmosfera è al top. Arriva il momento clou e tu, con un sorriso soddisfatto tiri fuori "La Creatura": una torta a tre piani preparata e decorata dalla tua amica del cuore, quella che "fa dei dolci che sembrano opere d'arte".
Vedi il ristoratore sbiancare peggio della panna montata e non capisci perché dal momento che lui stesso ti aveva detto che non preparano torte. Il problema non è la tua amica, nessuno mette in dubbio la sua arte.
Facciamo un po' di chiarezza.
1. Cosa dice la legge?
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 stabilisce che chiunque venda cibo deve garantire standard igienici rigorosi in ogni singola fase, dalla farina alla candelina. Eh si!
Del resto il Regolamento (CE) n. 178/2002 aveva introdotto il concetto di tracciabilità: il ristoratore deve sapere esattamente da dove viene ogni briciola servita nel suo locale.
Se la torta è fatta in casa, la tracciabilità finisce nel momento in cui la tua amica ha rotto le uova in cucina.
In poche parole: Se un ospite sta male dopo aver mangiato la torta "clandestina", la colpa (e la responsabilità penale) ricade tutta sul titolare del ristorante.
2. Se non c'è lo scontrino, non c'è festa
In Italia, il D.Lgs. 193/2007 definisce le sanzioni per chi non rispetta queste regole. Il ristoratore non può sapere se la cucina della tua amica era sterile o se il gatto ha aiutato a montare la panna.
Cosa fare allora? La soluzione è affidarsi in una pasticceria autorizzata. In questo caso, il dolce può entrare nel locale (sempre previo consenso del proprietario), ma deve essere accompagnato da:
- Scontrino fiscale (che prova l'acquisto in un luogo a norma).
- Elenco degli ingredienti e allergeni, come richiesto dal Regolamento (UE) n. 1169/2011.
3. Occhio al portafoglio: il "Diritto di Taglio"
Se pensavi poi di aver salvato il budget portando il dolce da fuori, non dovendoti neppure occupare del servizio, potresti trovare una sorpresa sul conto. Esiste infatti il cosiddetto "diritto di taglio".
Non c'è una legge specifica che lo imponga, ma rientra nella libertà contrattuale e, se ci pensi un attimo, troverai corretto applicarlo: il cameriere deve portare i piatti, pulirli, servire le fette e il ristoratore perde il guadagno che avrebbe avuto vendendo i suoi dessert.
È giusto che questo servizio venga pagato, purché il prezzo sia concordato prima.
4. Il rischio? Una multa indigesta
Giocare sull'effetto sorpresa del ristoratore non conviene a nessuno. Le sanzioni per le violazioni igienico-sanitarie possono variare da poche centinaia a diverse migliaia di euro. Nei casi più gravi, il ristorante rischia addirittura la sospensione dell'attività.
La soluzione è sempre la chiarezza:
1) Chiedi al momento della prenotazione, non presentarti con la torta a sorpresa. Se porti il dolce da fuori che sia con "pedigree" (scontrino e ingredienti).
2) Concorda il prezzo, chiedi quanto costa il servizio di taglio.
Il rispetto delle regole evita un compleanno rovinato da una lite al ristorante e magari da un verbale dell'ASL.
Articolo in collaborazione con il giurista Alessandro Klun autore del libro “A cena con diritto"
@Riproduzione riservata