La Dengue è una malattia infettiva trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes, e rappresenta un problema di salute pubblica che interessa, a qualche anno, anche Paesi come l’Italia. Il fenomeno è favorito da diversi fattori, tra cui i cambiamenti climatici, gli spostamenti internazionali e la diffusione negli ultimi anni, anche in Italia, di tipi di zanzare che in precedenza si incontravano solo in altri continenti.
La malattia si riscontra in oltre 100 Paesi e circa metà della popolazione mondiale è considerata a rischio. L’OMS stima ogni anno tra 100 e 400 milioni di infezioni. Anche l’Europa, come già accennato, non è più estranea alla Dengue: la trasmissione locale è stata segnalata per la prima volta in Francia e Croazia nel 2010.
Dal 1° gennaio al 30 agosto 2026, secondo il sistema nazionale di sorveglianza delle arbovirosi coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia sono stati registrati 227 casi confermati di Dengue: tre sono risultati autoctoni, mentre tutti gli altri erano associati a viaggi all’estero. Non è stato registrato alcun decesso.
La Dengue è causata da quattro sierotipi del virus dengue chiamati DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4. Il periodo di incubazione varia da 3 a 14 giorni e i sintomi compaiono generalmente tra il quarto e il settimo giorno dopo la puntura della zanzara infetta. Nella maggior parte dei casi si manifesta con febbre accompagnata da almeno due sintomi, come nausea, eruzione cutanea, cefalea, dolore oculare o retro-orbitario, dolori muscolari e ossei.
Esistono tuttavia forme più impegnative. La presenza di dolore addominale, vomito persistente, sanguinamento delle mucose, letargia o irritabilità, aumento della permeabilità vascolare o ingrossamento del fegato può indicare una Dengue con segnali d’allarme. Si parla invece di Dengue grave in presenza, tra gli altri sintomi, di shock o ritenzione di liquidi con difficoltà respiratoria, grave sanguinamento o importante interessamento di organi.
Un aspetto importante riguarda la vaccinazione. Poiché l’infezione da un sierotipo garantisce nel tempo una protezione specifica soprattutto nei confronti dello stesso sierotipo, la ricerca ha sviluppato vaccini capaci di proteggere contro tutti e quattro i tipi di virus.
In Italia è attualmente disponibile QDENGA, autorizzato dall’AIFA nel 2023. Può essere utilizzato a partire dai 4 anni di età. Il ciclo prevede due dosi, somministrate per via sottocutanea a distanza di almeno tre mesi.
La Dengue, dunque, non è più soltanto una malattia da associare a destinazioni lontane. I tre casi autoctoni registrati in Italia nel 2026 sono un piccolo numero, ma raccontano un cambiamento che non può essere ignorato: vettori, virus e condizioni ambientali stanno modificando la geografia delle malattie infettive. Per i genitori questo non significa vivere nell’allarme, ma conoscere, prevenire e sapere quando rivolgersi al pediatra.
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