Oggi affrontiamo un tema comune e spesso fonte di grande apprensione per i genitori: i morsi di animale. Si tratta di una causa frequente di accesso in Pronto Soccorso in età pediatrica e quasi tutti gli episodi sono dovuti a cani o gatti. I morsi di cane sono sei volte più comuni, mentre i morsi umani, di roditori o altri animali costituiscono meno dell’1-2% dei casi.
Il rischio di sviluppare un'infezione varia molto a seconda di chi ha morso. Se per il cane o l'uomo il rischio oscilla tra il 5% e il 20%, nel caso del gatto la percentuale schizza al 50-80%. Il morso del felino è particolarmente insidioso per la forma della lesione, che è da punta, per la localizzazione frequente sulle mani e per l’elevata presenza del batterio Pasteurella multocida nella sua bocca. Questo pericolo può comunque essere ridotto al minimo intervenendo precocemente con un’adeguata cura della ferita e valutando attentamente i fattori di rischio per stabilire se servano antibiotici o vaccinazioni.
Quando un bambino viene morso, il medico valuta innanzitutto se eseguire un esame colturale tramite tampone, da fare solo se ci sono già segni evidenti di infezione, o esami di imaging, necessari se la ferita è profonda e coinvolge tessuti sottostanti alla cute come ossa, articolazioni o se si sospetta la presenza di corpi estranei. Sul momento, la priorità assoluta è la pulizia della lesione con acqua o soluzione fisiologica per rimuovere i corpi estranei, irrigando a pressione moderata se la ferita è profonda. Se l'area è contaminata, si usano soluzioni con iodopovidone all'1% o cloruro di benzalconio all'1%, procedendo anche al debridement, ovvero alla rimozione del tessuto devitalizzato. La chiusura chirurgica con i punti è sempre raccomandata per il volto, subito o dopo antibiotici, mentre per le altre parti del corpo in genere non è consigliata, pur valutando caso per caso.
Oltre alle infezioni batteriche, causate da diversi microrganismi come Pasteurella, stafilococchi o streptococchi, bisogna considerare i rischi di tetano e rabbia, e di HBV e HIV nel caso di morso umano. La terapia antibiotica preventiva o curativa viene prescritta in situazioni specifiche: morsi moderati-severi con gonfiore, ferite penetranti che toccano tendini o ossa, morsi profondi al viso o sulle mani, piedi e area genitale, o ancora se il paziente è immunocompromesso o se il morso è di gatto. In assenza di infezione la profilassi dura 3-5 giorni, che diventano almeno 5 in caso di infezione dei tessuti molli, tenendo sempre conto di eventuali colonizzazioni da stafilococco resistente (MRSA) in attesa dell'antibiogramma.
Per il tetano si valutano il tipo di ferita (se pulita o ad alto rischio perché profonda o contaminata da terra e saliva) e lo status vaccinale del bambino. Se necessarie, le immunoglobuline antitetano vanno somministrate entro 72 ore sempre associate al vaccino in una siringa e sito diversi. Sotto i 7 anni si usa il vaccino DTPa preferendo formulazioni che includono la polio per rispettare il calendario vaccinale.
Infine, per la rabbia, la profilassi post-esposizione, che prevede vaccino ed eventualmente immunoglobuline specifiche, va avviata preferibilmente entro 24 ore. Non è solitamente necessaria per i morsi di piccoli roditori come topi o scoiattoli, a meno che non si provenga da aree endemiche. In ogni caso, qualsiasi ferita va lavata con acqua e sapone e disinfettata con prodotti a base di alcol o iodio.
In conclusione, davanti al morso di un animale la tempestività e la calma sono le migliori alleate di un genitore. Sapere cosa fare nell'immediato - lavare subito e bene la ferita - e quando rivolgersi senza al medico o al Pronto Soccorso permette di gestire l'evento in totale sicurezza, trasformando un grande spavento in un brutto ricordo da lasciarsi rapidamente alle spalle.
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