La campagna di vaccinazione antinfluenzale rappresenta uno dei più importanti e complessi interventi di prevenzione realizzati ogni anno dal Servizio Sanitario Nazionale. In tempi relativamente brevi coinvolge una grande parte della popolazione, numerose professionalità e strutture sanitarie, con l’obiettivo di ridurre il rischio individuale di ammalarsi, essere ricoverati a causa dell’influenza e, allo stesso tempo, limitare la trasmissione alle persone più vulnerabili.
Ogni anno il Ministero della Salute pubblica una circolare con le raccomandazioni per la stagione influenzale. La composizione dei vaccini viene definita sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che raccoglie e analizza i dati provenienti dal sistema globale di sorveglianza dell’influenza. I dati raccolti consentono di individuare i ceppi più adatti da inserire nei vaccini della stagione successiva e, più in generale, di intercettare tempestivamente eventuali minacce emergenti.
Una particolare attenzione riguarda i bambini. Anche per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute ha incluso nella raccomandazione e nell’offerta attiva e gratuita i bambini dai 6 mesi ai 6 anni compresi. La scelta nasce dalla consapevolezza che i bambini piccoli, soprattutto quelli che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia, possono contribuire in maniera significativa alla diffusione dell’influenza e possono trasmettere il virus per più giorni. Vaccinare i bambini sani significa dunque contribuire a ridurre la circolazione dell’influenza e, indirettamente, proteggere anche i più piccoli che non possono essere vaccinati, come i bambini sotto i 6 mesi.
Non va però dimenticato che i bambini più piccoli sono essi stessi una popolazione nella quale l’influenza può assumere forme gravi e dare complicanze. Per questo resta fondamentale raggiungere elevate coperture vaccinali anche tra tutte le persone considerate a rischio, che hanno una maggiore probabilità di sviluppare forme severe della malattia.
Per i bambini al di sotto dei 9 anni che non siano mai stati vaccinati in precedenza sono raccomandate due dosi di vaccino, somministrate a distanza di almeno quattro settimane. Per i bambini, invece, già vaccinati in precedenti stagioni vaccinali, è raccomandata una sola dose di vaccino.
Per quanto riguarda la somministrazione, i vaccini antinfluenzali inattivati vengono somministrati per via intramuscolare: nei bambini sotto i due anni nella parte antero-laterale della coscia, negli altri casi nel muscolo deltoide. Il vaccino vivo attenuato viene invece somministrato come spray nasale nei bambini e ragazzi dai 2 ai 17 anni. La vaccinazione antinfluenzale può generalmente essere effettuata insieme ad altri vaccini senza interferire con la risposta immunitaria; nel caso del vaccino vivo attenuato, è necessario rispettare un intervallo di almeno quattro settimane rispetto a un altro vaccino vivo attenuato, salvo che le due vaccinazioni vengano effettuate nella stessa seduta.
La vaccinazione, però, non è soltanto una questione di numeri e percentuali. Dietro ogni dose ci sono un bambino, una famiglia, una comunità. E proprio per questo una campagna vaccinale efficace passa anche dalla capacità di informare senza creare paure, di rispondere ai dubbi e di rendere semplice l’accesso ai servizi. In fondo, è questo il senso della prevenzione: intervenire prima che la malattia arrivi, quando ancora siamo in tempo per evitarne almeno una parte delle conseguenze.
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