Esistono situazioni in cui l'esitazione non è ammissibile, e lo "scroto acuto" nel bambino e nell'adolescente rientra a pieno titolo tra queste.
Con questa espressione indichiamo la rapida comparsa di dolore intenso al testicolo, spesso accompagnato da gonfiore, arrossamento o persino lividi sulla pelle. Il dolore non sempre resta localizzato: può infatti irradiarsi verso l'inguine o i quadranti inferiori dell'addome, un dettaglio anatomico fondamentale che impone a noi medici e ai genitori una regola: davanti a un mal di pancia o a un dolore inguinale improvviso nel maschio, è obbligatorio esaminare sempre i genitali esterni. Talvolta possono associarsi anche nausea, vomito o disturbi urinari, delineando un quadro che richiede un riconoscimento precoce.
Sebbene l'aumento di volume dello scroto possa dipendere da condizioni benigne come cisti, idrocele, la buona pratica clinica impone di considerare ogni scroto acuto come una torsione testicolare fino a prova contraria. Questa patologia presenta due picchi di frequenza, prima dell'anno di vita e dopo i dodici anni, ed è causata da un difetto naturale di fissazione della gonade che la rende troppo mobile, permettendole di ruotare intorno al proprio asse. Il movimento blocca prima la circolazione venosa e poi il flusso arterioso: se l'attorcigliamento è completo, il testicolo può andare incontro a una necrosi irreversibile in appena quattro-sei ore. Spesso il dolore insorge dopo un piccolo trauma o uno sforzo fisico, ma può essere anche ingannevole. Le statistiche dimostrano che il dolore è il sintomo cardine nell’88% delle torsioni, ma si presenta in modo acuto anche nelle torsioni delle idatidi (piccoli residui embrionali) e nelle infezioni. Persino un inizio graduale del dolore o la presenza del riflesso cremasterico, quel piccolo scatto del testicolo verso l'alto quando si sfiora l'interno della coscia, non permettono affatto di escludere l'emergenza nelle fasi iniziali. Nelle primissime ore della torsione idatidea si può notare una caratteristica chiazzetta bluastra sulla cute, ma questo segno scompare rapidamente a causa del gonfiore.
Cosa fare, dunque, per non sbagliare? Il primo passo assistenziale consiste nel trattare subito il dolore con farmaci analgesici adeguati, senza il timore di mascherare i sintomi. L'esame delle urine non è purtroppo dirimente, mentre l'indagine fondamentale è l'eco-color-doppler per valutare il flusso di sangue. Tuttavia, la presenza di segnale ematico in una fase iniziale o in una torsione parziale può trarre in inganno: per questo ogni dubbio impone la valutazione chirurgica immediata. Anche se in letteratura si descrive la possibilità di una manipolazione manuale entro le quattro ore, l'approccio chirurgico resta la scelta insostituibile per verificare la vitalità dell'organo e procedere alla sua fissazione definitiva, che per sicurezza viene eseguita contemporaneamente anche sul testicolo sano. Il salvataggio della gonade è una corsa contro il tempo e, sebbene vi siano rari casi in cui il testicolo resiste più a lungo se la torsione è incompleta, la tempestività resta l'unica reale garanzia di guarigione.
@Riproduzione riservata