Oggi parleremo dell’altro lato della medaglia rispetto all’articolo della scorsa settimana, parleremo di un'emergenza chirurgica poco nota ma cruciale, che richiede tempestività: la torsione dell'ovaio nelle bambine e nelle adolescenti.
L’ovaio è un organo incredibilmente mobile; non è fissato rigidamente nella cavità pelvica e, soprattutto durante l'infanzia e la crescita, i legamenti che lo sostengono sono fisiologicamente lassi o possono allungarsi per stimoli ormonali all'inizio della pubertà. Questa naturale mobilità, insieme a movimenti improvvisi del corpo, sforzi intensi o alla presenza di masse benigne come le cisti, può far sì che l'ovaio ruoti su se stesso. Quando ciò accade, i vasi sanguigni che lo nutrono vengono progressivamente compressi: prima si blocca il deflusso di sangue e linfa, causando un forte gonfiore (edema), e successivamente si interrompe l'arrivo di sangue arterioso. Se non si interviene in tempo, l'ovaio rischia l'ischemia e la necrosi, ovvero la morte del tessuto, aprendo la strada a serie complicazioni come infezioni, emorragie o peritonite.
Questa condizione colpisce a ogni età, ma registra picchi importanti proprio tra le neonate sotto l'anno di vita e nelle preadolescenti. Riconoscerla non è semplice perché i sintomi sono spesso aspecifici e possono simulare altre problematiche comuni come l'appendicite o una forte gastroenterite. Il segnale principale è un dolore addominale o pelvico acuto, improvviso e generalmente localizzato su un solo lato. Il dolore può essere costante o intermittente, a seconda che la torsione sia totale o parziale, e si accompagna frequentemente a nausea e vomito. Se il dolore persiste per molte ore prima di arrivare in ospedale, il rischio che il tessuto sia già danneggiato aumenta notevolmente.
Di fronte a questo sospetto, i normali esami del sangue offrono pochi indizi, mostrando al massimo un lieve aumento dei globuli bianchi. Diventa quindi fondamentale l'uso dell'ecografia, che permette di vedere se l'ovaio è asimmetricamente ingrandito, spostato dalla sua sede o edematoso. Solo nei casi più dubbi si ricorre alla risonanza magnetica o alla TAC.
La rapidità della diagnosi guida la scelta della strategia chirurgica, che oggi per fortuna punta a essere il più possibile conservativa. L'obiettivo primario nei confronti di una bambina è infatti salvaguardare la sua futura fertilità. Se l'intervento avviene precocemente e l'ovaio è sofferente ma non ancora necrotico, il chirurgo effettua una semplice detorsione manuale per ripristinare il flusso sanguigno, asportando eventuali cisti. Solo se il tessuto è irrimediabilmente compromesso si deve procedere alla sua rimozione. A volte, per evitare che l'episodio si ripeta o per proteggere l'ovaio superstite, si valuta l'ooforopessi, un intervento di fissaggio dell'organo; tuttavia, la comunità scientifica è ancora cauta su questa pratica, poiché non sempre azzera le ricadute e potrebbe influire sulla funzionalità futura.
È bene specificare che, rispetto alla torsione della gonade maschile, l’ovaio è generalmente più resistente e può resistere più ore. Nonostante ciò, ovviamente, un dolore addominale improvviso e “diverso” non va mai sottovalutato: il tempo, anche in questo caso, è l'alleato più prezioso.
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