Oggi parliamo della puntura di zecca, si tratta di un comune motivo di accesso in pronto soccorso che può verificarsi tutto l’anno, con un picco tra la primavera e l’autunno.

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Le zecche sono diffuse in tutto il mondo con circa 900 specie. In Europa troviamo la famiglia delle zecche dure e delle zecche molli. In Italia e in Europa le specie più rilevanti sono la zecca dei boschi e la zecca del cane. L’importanza di questi parassiti risiede nella capacità di trasmettere patogeni responsabili di alcune malattie, tra cui le più conosciute sono la borreliosi di Lyme, le febbri bottonose da rickettsiae, la febbre Q, la babesiosi. La maggior parte di queste malattie ha una diagnosi clinica e una pronta terapia antibiotica che, nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva, specie per le forme batteriche. Solo raramente, in meno del 5% dei casi, queste infezioni possono essere pericolose per la vita.
Se trovate una zecca sul vostro bambino, il primo passo fondamentale è rimuoverla il prima possibile, idealmente entro le 24 ore. Utilizzando una pinzetta sottile, basta afferrare saldamente la testa della zecca il più vicino possibile alla superficie cutanea e rimuoverla con movimenti di trazione; non è dimostrato che ruotare la zecca sia vantaggioso. Durante la manovra è preferibile proteggere le mani. È assolutamente vietato schiacciare il corpo della zecca o applicare sostanze come olio o soluzioni alcoliche: queste pratiche aumentano il rischio di rigurgito della zecca, aumentando la probabilità di trasmissione di malattie attraverso il secreto salivare. Dopo la rimozione, sarà opportuno disinfettare la cute con acqua e sapone o un antisettico, evitando disinfettanti che colorano la pelle e parlare col pediatra per valutare lo stato vaccinale contro il tetano. È sempre utile controllare, inoltre, che non sia rimasto il rostro; se necessario, si può rimuovere con un ago sterile, ma in caso di difficoltà, è sempre opportuno rivolgersi al personale sanitario. 
I secreti salivari possono causare una reazione locale con eritema, edema e prurito attorno alla puntura. Nei bambini tra i 2 e i 10 anni può manifestarsi l'orticaria papulosa. In caso di rare reazioni allergiche che coinvolgono tutto il corpo o shock anafilattico è necessario l'accesso immediato in pronto soccorso.
A livello domestico, dopo la puntura è raccomandato un approccio di "attesa e osservazione" per i 40 giorni successivi, monitorando la comparsa di febbre, arrossamento attorno alla puntura o eruzioni in altre regioni del corpo, e dolori articolari o muscolari persistenti. In presenza di questi sintomi occorre recarsi dal proprio medico curante per valutare l'antibioticoterapia o l’eventuale invio in pronto soccorso. Le zecche possono essere vettrici di molti altri patogeni, ma il rischio di infezione è molto basso e questo giustifica la vigile attesa. Tuttavia, le linee guida di CDC e IDSA raccomandano la profilassi antibiotica ma solo se la puntura è ad alto rischio, soddisfacendo contemporaneamente alcuni criteri che includono la maturazione della zecca (se adulta), quanto sia rimasta in sede oppure l’eventuale presenza di focolai infettivi in quella determinata regione in quel momento.
Le zecche sono piccole, ma la nostra attenzione deve sempre essere grande. Non rinunciamo alle bellezze della natura per paura di un morso: basta affrontarlo con gli strumenti giusti, un pizzico di sangue freddo e le giuste informazioni.

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