Ad eccezione di qualche voce isolata, nessun interesse da parte delle comunità arbëreshe alla “rivoluzione dei fenicotteri”, termine coniato dai promotori delle manifestazioni di protesta, iniziate alla fine di maggio contro la costruzione di un resort di lusso legato alla società di Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e genero di Donald Trump sull’isola disabitata di Sazan, nell’Adriatico.

Bnl

L’oggetto del contendere riguarda l’anzidetto complesso turistico che dovrebbe occupare vari chilometri quadrati dell’area protetta di Vjosa-Narta, una zona costiera che ospita siti di nidificazione delle tartarughe marine, ma anche foche e fenicotteri.
Da qui il nome della “rivoluzione dei fenicotteri” che inizialmente sembrava una mobilitazione ambientalista, si è invece rapidamente trasformata in una delle più importanti contestazioni politiche dell’ultimo decennio nella terra delle Aquile.
In effetti, lo slogan “l'Albania non è in vendita”, sbandierato davanti alla Kryeministria, il palazzo del governo e residenza ufficiale del primo ministro e nelle piazze delle città albanesi, sintetizza il contenuto delle rivendicazioni contro l’esecutivo di Edi Rama, costituendo molto più di una protesta ecologista, poiché esprime il punto di convergenza di tre grandi dinamiche che attraversano oggi i Balcani occidentali: la competizione internazionale per gli investimenti strategici, il difficile equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio e il processo di adesione dell'Albania all'Unione europea.
Non può sfuggire, ormai, il valore strategico della costa albanese, essendo negli ultimi dieci anni emersa come una delle destinazioni turistiche più dinamiche del Mediterraneo. La crescita degli investimenti immobiliari lungo la Riviera albanese ha attirato capitali provenienti dall'Europa, dal Medio Oriente e dagli Stati Uniti. In questo contesto il governo Rama ha promosso una politica favorevole alle grandi speculazioni internazionali, considerandoli uno strumento per accelerare la modernizzazione del Paese e consolidarne lo sviluppo economico.
Il progetto di resort collegato a investitori riconducibili ad Affinity Partners, il fondo costituito da Jared Kushner, ha però assunto una dimensione politica che va oltre il semplice sviluppo turistico. Per una parte significativa dell'opinione pubblica albanese, il ricorso allo status di "investimento strategico" appare come un esempio della crescente ed incontrollata concentrazione del potere decisionale nelle mani dell'esecutivo e della limitata trasparenza nella gestione del patrimonio pubblico.
La questione ambientale non è stato altro che il detonatore di un malessere politico più profondo, considerato che nel giro di poche settimane, alle richieste di salvaguardia della biodiversità della laguna di Narta si sono aggiunte rivendicazioni riguardanti la corruzione, l'indipendenza delle istituzioni, la partecipazione democratica e la qualità dello Stato di diritto.
Per l'Albania, il movimento del tutto trasversale e peraltro inedito in quella terra, composto da giovani, organizzazioni ambientaliste, associazioni civiche, rappresenta probabilmente il primo grande conflitto politico dell'era del turismo globale. Per cui il dibattito non riguarda soltanto la costruzione di un resort, ma la definizione stessa del modello di crescita del Paese che dovrà optare per un'economia fondata sulla valorizzazione intensiva della costa oppure uno sviluppo che integri investimenti, conservazione ambientale e consenso sociale.
La protesta, quindi, assume un significato particolare e decisivo proprio nel momento in cui Tirana sta accelerando il percorso di adesione all'Unione europea, la quale vede nella gestione dell’attuale crisi un banco di prova per la credibilità europea dell'Albania. 
Di conseguenza la sfida non consisterà soltanto nel conciliare crescita economica e tutela del patrimonio naturale, ma nel dimostrare che l'integrazione europea passa anche attraverso istituzioni capaci di governare i conflitti tra interessi economici, ambiente e democrazia. È proprio su questo equilibrio che si misurerà una parte significativa del futuro politico e geopolitico dell'Albania.

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