SPEZZANO ALBANESE - La chiesa della Madonna del Carmine, a Spezzano Albanese, ha riaperto ufficialmente le porte ai fedeli. La cerimonia si è svolta nel pomeriggio di oggi, domenica 27 settembre, alla presenza dell'arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, che ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Con don Pino Straface erano presenti alcuni presbiteri, i ministranti e le suore salesiane. Tra le autorità locali il sindaco Ferdinando Nociti e l'assessore alla Cultura e ai rapporti con la Chiesa Rossana Nociti. La celebrazione è stata animata dai cori della parrocchia.
Dopo il segno di croce, il parroco, nel saluto rivolto all'arcivescovo, ha ricordato il significato della giornata: «Oggi -ha detto don Straface- possiamo affermare che ci sentiamo davvero Chiesa, popolo santo di Dio», rivolgendo un pensiero a quanti hanno contribuito al restauro attraverso l'8xmille alla Chiesa cattolica.
Subito dopo, l'Arcivescovo ha benedetto l'acqua con la quale ha asperso l'assemblea e le pareti del luogo di culto. Prendendo la parola, l'architetto Antonio Aprelino, direttore dei lavori, ha illustrato alla comunità i principali interventi realizzati, mentre Davide Iannibelli, legale rappresentante della Life Costruzioni, impresa che ha eseguito i lavori, ha consegnato a mons. Aloise il libretto dedicato al restauro. «Oggi è davvero un giorno di festa per la nostra comunità perché questa chiesa, dopo un tempo di chiusura, torna ad accogliere i fedeli e possiamo celebrare qui l'Eucaristia», ha detto Aloise, ringraziando l'Ufficio tecnico della diocesi e quanti hanno dato il proprio sostegno all’intervento.
L'arcivescovo si è poi soffermato sul valore dell'edificio sacro come luogo fisico e come comunità: «Oggi non restituiamo soltanto una chiesa fatta di pietre. Il Signore ci ricorda che la vera Chiesa siamo tutti noi. Questa casa che oggi benediciamo è importante -ha aggiunto-, è segno della fede di tante generazioni, ma una chiesa di pietre, per quanto possa essere bella, rimane soltanto un edificio se dentro non c'è una comunità viva. Una comunità -ha spiegato l'arcivescovo- fatta di persone che credono, che perdonano, che servono e che si prendono cura degli altri, soprattutto dei più fragili».
Nel corso della funzione sono state amministrate anche quarantasei Cresime. Rivolgendosi ai ragazzi, Aloise ha ricordato che la fede «non è una formalità», ma «una scelta personale». Poi l'invito ripreso dalle parole di San Paolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Gesù Cristo. Imparate ad amare, a perdonare, a servire e a chiedervi nel profondo del cuore di cosa ha bisogno l'altro. Questa chiesa che riapre ci consegna una responsabilità -ha concluso-. Non facciamo in modo che riaprano solo le porte, facciamo in modo che si aprano anche i nostri cuori».
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