Campagna anti incendio 2026 home alta
  • Cronache di un tempo crudele

    Gigi Riva, da buon giornalista e romanziere, vive di scrittura ed è noto che chi scrive ‒ volente o nolente ‒ intinge la penna nell’inchiostro della memoria. Così facendo, egli imprime su carta ‒ antico e affascinante rito ‒ vite e tradizioni, azioni e pensieri e riveste di un corpo fatto di parole ‒ insindacabile garanzia di esistenza ‒ le speranze, i sogni, i segreti e i tormenti di singoli individui ed intere generazioni.

  • Dai roghi alla pace

    In pieno XVI secolo, l’Europa fu illuminata ‒ si fa per dire ‒ dai sinistri bagliori di roghi provocati dall’oscurità di pensiero che, in questo periodo, accomunò i cattolici romani e i cristiani riformati, entrambi maniacalmente attenti a scovare ed eliminare presunte streghe e pensatori che si discostavano dalla dottrina biblica o ne interpretavano in maniera differente testi e valori.
    I fuochi accesi nelle pubbliche piazze di città e villaggi fagocitavano corpi, libri ed idee, fungendo da monito e seminando terrore tra popolazioni già stremate da guerre e miserie endemiche.

  • Il Christus patiens tra Passione e pathos

    Senza scomodare complesse nozioni di etimologia, è ben risaputo che la parola mater (“madre” in latino), unita al termine munus (che significa “dovere”, “compito”, ma anche “dono”, “offerta”) sia alla base della parola matrimonium che, pertanto, indica alla lettera il “dono della madre”, ovvero quello della procreazione.

  • Il riscatto e la sapienza

    Provenza, anno di grazia 1347. Elea Blanchet vive ad Avignone, città papale, assieme al padre ‒ influente contabile pontificio ‒ e all’amatissima gemella Margot che è in procinto di convolare a nozze con Erec Dupont, figlio del più facoltoso mercante di lana del luogo. 

  • La nascita di un’epica

    I pionieri italiani del ciclismo furono uomini comuni temprati dalle rinunce e dagli sforzi immani a cui la vita obbliga quando si ha la mala ventura di nascer poveri, spezzarsi la schiena e, nonostante ciò, continuare ad essere indigenti. La fame non è cosa di cui andar fieri, morde famelica, dilania la dignità, inacidisce e infligge sofferenza e, seppur dai pulpiti si predica carità, è sin troppo scontato che per uscirne si può contare solo su se stessi e far leva sull’atavica paura di rimaner cenciosi come i propri padri e chi li ha preceduti.

  • Nuova tappa del tour di Emanuele Armentano a Spezzano Albanese

    Mimmo Lucano e mons. Savino alla presentazione di “Barche di Sabbia”

    SPEZZANO ALBANESE - La comunità di Spezzano Albanese si prepara ad accogliere la presentazione del libro “Barche di Sabbia - Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare” di Emanuele Armentano, il prossimo venerdì 21 novembre alle ore 18:30, nella sala consiliare del municipio. L'evento letterario, realizzato in collaborazione con la testata giornalistica dirittodicronaca.it, oltre ai protagonisti dell'opera Abubacarr Conteh e Ousman Susso, vedrà la partecipazione di due figure di rilievo: Mimmo Lucano e mons. Francesco Savino, che hanno firmato rispettivamente la presentazione e la prefazione del volume.

  • Note su un noir lagunare

    Girovagando, in questi scampoli d’agosto, tra le scaffalature di librerie ormai deserte ‒ ahimè, non certo per le innaturali calure che arroventano i nostri giorni ‒, è facile imbattersi in una copertina magnetica su cui un rosso languido e di indescrivibile bellezza abbraccia, in un’atmosfera di tramonto, un gruppo di cupole di varia dimensione che si stagliano scure e malinconiche verso il cielo.

  • Per un decennale

    Sono dieci anni che Francesco Fusca, scrittore, pedagogista e poeta di Spezzano Albanese, ci ha lasciati o, forse più correttamente, sono dieci anni che noi ‒ tanto in veste di comunità, quanto in quella di sodali sul piano culturale ‒ abbiamo lasciato lui, considerando il numero esiguo di commemorazioni che, in questo lungo periodo, gli abbiamo tributato.

  • Salvifica profondità

    Il vero, drammatico problema della modernità è la tendenza alla semplificazione, il vizio di cedere alla tentazione della sintesi che, ovviamente, è incapace di scandagliare l’essenza delle cose e relega nel dimenticatoio della Storia i secoli di filosofia che ci hanno preceduto e le eroiche fatiche di pensatori che hanno cercato di far luce sulle questioni più rilevanti dell’esistenza e del vivere civile.

  • La presentazione di Armentano registra un'affluenza record

    Spezzano Albanese applaude "Barche di Sabbia"

    SPEZZANO ALBANESE - Dopo tanta attesa, l’incontro di venerdì 21 novembre a Spezzano Albanese, molto partecipato e ricco di contenuti, ha ospitato la nuova tappa del tour letterario di Emanuele Armentano, che ha presentato il suo libro “Barche di sabbia”, con mons. Francesco Savino e i protagonisti del volume, Abubacarr Conteh e Ousman Susso.

  • Spiriti affini mescolati in poesia

    Anno di grazia 1872. A pochi chilometri di distanza ‒ per l’esattezza quelli che separano San Demetrio Corone da Vaccarizzo Albanese ‒ e a soli quattro mesi di differenza, vengono alla luce due personaggi destinati ad imprimere un’impronta significativa nell’ambito della cultura d’Arbëria: Salvatore Braile (1872-1960), alias Rrashkati, e Antonio Scura (1872-1928), alias Dhaskli, intellettuali inquieti che, benché caratterizzati da temperamenti differenti, possono vantare una consistente serie di affinità che proveremo a far emergere.

  • Sul futuro di una lingua morta

    Ho sempre amato il latino per due motivi paradossalmente antitetici, se non sotto il profilo concettuale, almeno dal punto di vista dell’etica di fondo che li alimenta. Se da un lato considero la lingua di Cicerone e Virgilio «un capolavoro di logica, di sintesi e di musica» ‒ la definizione è di Vittorio Feltri e non si può che condividerla ‒, dall’altro non nascondo un certo vezzo ‒ frutto di una piccola dose di narcisismo da cui spero che il lettore voglia bonariamente assolvermi ‒ per la citazione, il gusto di inframmezzare nel discorso qualche sentenza latina, non tanto per impressionare il prossimo quanto per sentirmi piccola parte di quella «repubblica delle lettere» di cui si vagheggia da secoli.

  • Tra follia e redenzione

    I folli, pur essendo crocifissi alla propria condizione, hanno in dono dal buon Dio il privilegio di poter dire quelle verità che, nelle loro parole, si spogliano delle ipocrisie, delle autocensure e, persino, delle buone maniere, per esplodere in faccia ad un interlocutore che, nel migliore dei casi, reagisce con amara risata e forzata compassione, essendo posto dinanzi a considerazioni che si fa fatica a confessare finanche a se stessi.

  • Tra poeti e millantatori

    Anni addietro, Nuccio Ordine (1958-2023), raffinato intellettuale nonché mio compianto docente ai tempi dell’università, scrisse un saggio ‒ divenuto, ben presto, vero e proprio manifesto di una critica, ahimé, non più militante ma, per fortuna, ancora esistente ‒ intitolato L’utilità dell’inutile in cui si denunciava la superficialità culturale e spirituale delle attuali «democrazie mercantili», additando, al contempo, l’esigenza di recuperare quei saperi umanistici che, al di là delle ingannatrici sirene del profitto, sono gli unici in grado di consentirci una necessaria riscoperta della dignitas homini e dei valori ad essa connessi.

  • Un affresco d’ombre

    La complessità della Storia è figlia dell’imprevedibilità degli uomini che la fanno. Pertanto, chi è chiamato ad interpretarla si ritrova giocoforza smarrito in un ginepraio nel quale la memoria, i documenti, le testimonianze, gli eterni vizi e le rare virtù della natura umana convivono in un precario equilibrio da cui è ardua impresa discernere la verità oggettiva dalla vivida fantasia.

  • Un boccone avvelenato

    Nell’autunno del 1943, la Germania, logorata da una guerra che ha deliberatamente contribuito a scatenare, diviene un frenetico girone infernale. Le bombe alleate piovono sulle principali città tedesche seminando morte e distruzione e incrinando, giorno dopo giorno, l’incrollabile fiducia in una vittoria che appare sempre più improbabile, nonostante l’implacabile macchina della propaganda ‒ allestita dal mefistofelico ministro Goebbels ‒ tenti in tutti i modi di ridestare la proverbiale disciplina teutonica e la conseguente incondizionata obbedienza ai diktat di un Führer sempre più schiavo di nervi malati e manie di grandezza.

  • Un microcosmo vista lago

    Bellano, sponda orientale del Lago di Como. In una giornata «umida, uggiosa» che «gocciolava sonno e voglia di fare niente» di metà ottobre del 1919, giunge alla stazione ferroviaria un robusto e barbuto figuro che, con fare determinato e sbrigativo, chiede al neghittoso facchino Serramenti di essere condotto presso la locale farmacia.

  • Un singolare diario epistolare

    Il valore terapeutico della scrittura è un fatto ormai acclarato e Onesto, nato dalla penna di Francesco Vidotto, ne è un perfetto emblema: storie e memorie si intrecciano, generando ‒ in un amplesso intellettuale che si trasforma in romanzo compiuto ‒ una sintesi di esistenze esemplari in cui il lettore non tarda ad immedesimarsi, rivivendo, smussando e superando le asperità sentimentali che i legami affettivi ‒ siano essi amorosi, parentali o amicali ‒ spesso comportano.

  • Una pagina di geopolitica

    L’instabilità politica mondiale è ritornata ad essere motivo di attenta analisi e accesa discussione sulle principali testate giornalistiche internazionali, dal momento che il nuovo focolaio di guerra divampato in Iran condiziona, più o meno direttamente e sotto molteplici aspetti, le vite di noi tutti.

  • Una storia di whisky, tabacco e canzoni

    Il whisky è stato il ventennale compagno di Fabrizio De André. Nei riflessi fulvi del distillato aleggiano il disagio, l’ispirazione e il coraggio di un artista che, attraverso il suadente e letale fascino dell’alcol, ha cercato di ammansire una innata timidezza e il peso di una figura paterna ingombrante e oppressiva, esempio di un perbenismo borghese benestante e ipocrita di cui, sin da giovanissimo, egli ha avvertito e denunciato le contraddizioni.

  • Una voce nel silenzio montano

    La montagna di Matteo Righetto è distante anni luce tanto dall’immagine patinata degli alberghi di lusso ad alta quota le cui facciate, decorate da innaturali fioriere perennemente in tripudio cromatico, stridono vistosamente con l’essenzialità dei picchi e delle rocce sovrastanti, quanto da quella restituita sui social da un turismo domenicale che si consuma ‒ tra una mail a cui rispondere e una foto da scattare ‒ all’insegna della fretta e di una superficialità alla quale corriamo il serio rischio di assuefarci.

L'Editoriale

Da Hormuz al municipio il vizio è lo stesso

Il 30 settembre l’Istat ha comunicato che l’inflazione è salita al 4,2 per cento, il dato più alto degli ultimi tre anni. Negli stessi giorni il gasolio ha toccato i 2,35 euro al litro, un prezzo che in Italia non si era mai visto.

Controcorrente

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno vinto?

L’editoriale firmato da Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera, il giorno dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, intitolato “Siamo tutti americani”, oltre ad esprimere quella solidarietà degli alleati alla super potenza americana,...

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Salvifica profondità

Gusto e Benessere

Bosco & Mare

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