I pazienti che presentano patologie come la mia, la Sclerosi Multipla, devono necessariamente fare la RM, in quanto permette di controllare l’andamento della malattia, l’eventuale comparsa di nuove lesioni o l’attivazione di quelle preesistenti.
Dopo il pensionamento improvviso del neurologo di Barletta -come raccontato nell’articolo precedente- mi ritrovai nuovamente a ricominciare da capo, affidata a una neurologa di Acquaviva delle Fonti. Il Miulli è uno degli ospedali più efficienti e meglio forniti che abbia mai avuto l’occasione di vedere. Presenta vari reparti ben attrezzati, numerose specializzazioni ed è, ancora oggi, un punto di riferimento per un vasto bacino d’utenza. Speravo di poter prenotare una RM senza alcun problema: seguendo le indicazioni del protocollo sarebbe stato necessario farla a Barletta per questioni legate alla risoluzione della macchina. Il primo ostacolo fu la prescrizione. Fino a quel momento era sempre stato il neurologo a occuparsi di tutto, senza che io dovessi interfacciarmi direttamente con l’ospedale. Non conoscevo quindi la dicitura tecnica corretta. Il mio medico curante prescrisse la RM all’encefalo e alla cervicale, ma solo in seguito scoprii che mancavano il tratto dorsale e lombare. Quando chiesi di correggere la richiesta, mi venne detto di contattare l’ospedale per ottenere il codice giusto. Dall’ospedale, però, mi risposero che avrei dovuto presentarmi di persona. Con enormi difficoltà, percorsi circa 60 km. Dopo un’ora di attesa allo sportello, scoprii che non serviva alcun codice: la dicitura era stata sbagliata per la seconda volta. Sconsolata e profondamente arrabbiata ritornai a casa e pregai la dottoressa di riscrivere la dicitura corretta inserendo il numero di tratti anatomici da fare. La richiesta era pronta, ritenevo ormai conclusa la parte più difficile, dovevo trovare un ospedale che fosse disponibile prima di un anno e mezzo. Mi informai e scoprii che in provincia di Matera c’erano 2 centri convenzionati i quali mi permettevano di farla entro l’anno. Fino al 2019 mi sono recata in quel centro, ma con l’arrivo del Covid fu nuovamente un dilemma. Il centro non aveva alcun posto disponibile per quell’anno. Dove potevo andare? Chiamai disperata la neurologa la quale, sprezzante, disse che non aveva alcun potere decisionale (cosa non vera perché il neurologo precedente aveva la possibilità di farlo). Decisi di sbrigarmela da sola, avevo ormai compreso che la nuova dottoressa non aveva alcuna intenzione di aiutarmi. Venni a conoscenza, tramite una mia carissima amica, di un altro centro convenzionato, ma in provincia di Cosenza il quale aveva disponibilità 2 mesi dopo la mia chiamata. Ormai da due anni mi reco a Cosenza e ne approfitto per stare in piacevole compagnia. Ritengo necessario osservare che, in Puglia (ma come in tanti altri posti), se non si hanno le conoscenze giuste è impossibile effettuare esami clinici ad un prezzo ragionevole e in breve tempo. La maggior parte sono a pagamento e pensate che per la RM mi avevano chiesto una somma spropositata, l’intera cifra della mia pensione. Non posso e non voglio pagarla perché è un mio diritto alla salute!
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