Navanteri

Non sempre i sogni si avverano, o si realizzano le nostre aspettative, a volte non siamo in grado, a volte è la vita che va come va, altre ancora essi nel corso degli anni cambiano, seguendo i nostri cambiamenti.

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L’impegno, però, paga sempre, anche in una società fortemente capitalista e diseguale. Studio, talento, passione, coerenza, sono qualità essenziali per riuscire a realizzare ciò che si vorrebbe, o comunque parte dei propri obiettivi. E se è vero, come è vero, che sono le condizioni economiche, ambientali, culturali, sociali, politiche, geografiche, a condizionare ciò che saremo, e Carl Marx su ciò ha già detto tutto ciò che c’è da sapere, è anche vero che pur da un piccolo centro calabrese di provincia può nascere e fiorire l’ eccellenza, arrivando fino ai grattacieli di New York. Questo mio articolo è di fatti un omaggio al pittore terranovese Pino Indrieri, nonché mio caro amico e testimone di nozze; e no, non è un elogio perché persona cara, bensì al talento che è pur sempre bellezza. Nato a Terranova da Sibari nel 1974, ha studiato presso l’Istituto artistico di Castrovillari e si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Da subito ha partecipato a esposizioni e collettive, fra i suoi primi, e poetici, lavori un’antologia di Spoon River: “Terranova e i suoi abitanti”. Da chi ha fatto la storia del paese a chi dalla stessa storia è stato travolto, restituendoci la vita attraverso un volto rugoso o l’eleganza del signore di un tempo. Edgar Lee Masters per effige. Ha lavorato ed esposto a Roma, Napoli, Milano, e alcune sue opere le ritroviamo in Europa Sud America: dalla Germania all’Argentina. La sua arte l’ha portato al teatro San Carlo di Napoli (fra i teatri più antichi d’Italia) dove ha prestato la sua opera di restauratore e decoratore. La sua arte l’ha portato lontano, come sempre sa fare se mescolata al talento e all’impegno, però non l’ha mai allontanato dai vicoli del suo paese, dai suoi volti, dai suoi colori. Forse prima fonte di ispirazione per i suoi paesaggi, dove l’anima si smarrisce e ritrova; per i suoi ritratti, che non sono statici ma vivi; per le sue nature morte, su tutto ciò che l’artista Indrieri posa prima lo sguardo, poi l’anima ed in fine il pennello. La sua arte il 19 Giugno 2926 arriverà al MoMA di New York, in occasione del nuovo “Atlante dell’arte contemporanea”. Il MoMA è tra i musei d’arte moderna più celebri al mondo. Esporrà, il Maestro Indrieri, con i più importanti artisti internazionali. Al Maestro Indrieri, nonché amico, va la mia stima, perché in un mondo così violento e barbarizzato sono la bellezza e la verità, e “ama l’arte: fra tutte le menzogne è quella che mente meno”, G. Flaubert.

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