Con la deliberazione n. 795 del 10 giugno 2026, il Commissario Straordinario dell'ASP di Cosenza ha approvato i modelli organizzativi delle Case della Comunità Hub e Spoke dell'azienda, atto che anticipa l'attestazione di funzionalità richiesta ai fini del target PNRR M6C1-3.
L'atto è stato presentato come un passaggio tecnico di formalizzazione, ma la lettura comparata con la programmazione regionale vigente rivela una divergenza sistematica che non trova copertura in alcun provvedimento del Commissario ad Acta.
Il quadro programmatico: ventiquattro strutture per la provincia di Cosenza
Il riferimento normativo è il Decreto del Commissario ad Acta n. 197 del 12 luglio 2023, con il quale Roberto Occhiuto — nella sua veste di Commissario ad Acta per l'attuazione del Piano di rientro del Servizio Sanitario Regionale calabrese — ha ridisegnato la rete territoriale in attuazione del DM 77/2022. Per la provincia di Cosenza, il DCA 197/2023 individuava ventiquattro strutture: sedici Hub e otto Spoke. Ventidue di queste erano finanziate con risorse PNRR nell'ambito della Missione 6, Componente 1. Le restanti due — la Casa della Salute di Cariati e quella di San Marco Argentano — erano inserite con risorse integrative regionali (POR 2014/2020), in quanto strutture già attive nell'ambito della precedente rete regionale delle Case della Salute, che avrebbero dovuto essere riconvertite e potenziate.
Il DCA n. 58 del 13 marzo 2026 — le Linee di indirizzo operative firmate dallo stesso Occhiuto — ha confermato l'impianto, citando "oltre 61" strutture come obiettivo regionale complessivo e demandando alle ASP l'adeguamento degli atti aziendali alla programmazione vigente.
La delibera 795: diciassette strutture, non ventiquattro
Le strutture approvate dall'ASP con la deliberazione n. 795 sono diciassette. Il confronto puntuale con il DCA 197/2023 evidenzia tre ordini di difformità.
Strutture previste dalla programmazione regionale e assenti dalla delibera ASP. Non compaiono gli Hub di Casali del Manco, Cosenza, Parenti, Bisignano, Cassano all'Ionio, Crosia e Longobucco, né gli Spoke di Luzzi, Torano Castello e Rocca Imperiale. Tra le assenze più significative figura San Marco Argentano: la struttura, già destinataria di investimenti pubblici in attrezzature acquisite con fondi PNRR — tra cui ecotomografi e sistemi radiologici —, non compare nella delibera nemmeno come menzione.
Quattro strutture sono presenti nella delibera ASP senza copertura nella programmazione regionale e senza essere destinatarie difinanziamenti PNRR: l'Hub di Altilia (distretto Cosenza-Savuto, nuova costruzione) e le Spoke presso gli ospedali di Castrovillari, Acri e Corigliano.
Cariati, prevista come Hub dalla programmazione regionale, compare nella delibera ASP come Spoke. Stesso mutamento per Rende. La distinzione non è formale: un Hub è un presidio autonomo, operativo h24 sette giorni su sette; una Spoke è una struttura satellite dipendente dall'Hub di riferimento, operativa h12 sei giorni su sette. Il cambio di classificazione comporta una riduzione diretta e misurabile del livello di servizio garantito alla popolazione afferente.
Per nessuna di queste tre categorie di variazione risulta un DCA regionale che aggiorni la programmazione, né una deliberazione che formalizzi e motivi la difformità rispetto al piano vigente.
Il contesto istituzionale: un commissariamento in sospeso
La deliberazione dell'ASP matura in un contesto istituzionale anomalo. Il 9 aprile 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato la deliberazione che pone fine al regime commissariale della sanità calabrese. Tuttavia, il DPCM conseguente non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, essendo in attesa del parere preventivo di legittimità della Corte dei Conti. A oltre due mesi dalla deliberazione governativa, Roberto Occhiuto mantiene formalmente entrambe le funzioni: Presidente della Regione Calabria e Commissario ad Acta. È in questa doppia veste che la programmazione sanitaria territoriale rimane di sua competenza esclusiva.
Nei giorni successivi alla pubblicazione della delibera ASP n. 795, la vicenda del commissariamento ha registrato un ulteriore sviluppo che aggrava il quadro istituzionale descritto. La Corte dei Conti ha formalmente avviato il controllo sulla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2026, sollevando rilievi sia sul piano procedurale — la proposta di cessazione è partita dal Ministro per gli Affari regionali anziché dal Ministro dell'Economia, come previsto dalla normativa sulla nomina del commissario — sia nel merito, rilevando che il Piano di rientro non risulta integralmente attuato e che la documentazione trasmessa non fornisce elementi tecnici univoci a sostegno della valutazione positiva del governo. La Corte ha concesso trenta giorni per le controdeduzioni, sospendendo nel frattempo i termini del controllo preventivo. In assenza del nulla osta, il DPCM non può essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la sanità calabrese rimane in un regime di incertezza istituzionale che rende ulteriormente problematica la governance degli atti adottati nel periodo di transizione, inclusa la delibera oggetto del presente articolo.
Le implicazioni sul piano della rendicontazione PNRR
Il profilo finanziario è quello che trasforma la questione da divergenza amministrativa a rischio di sistema. Le Case della Comunità dell'ASP di Cosenza sono in larga parte finanziate con risorse PNRR, soggette alla logica "performance-based" esplicitata dalla delibera regionale n. 296 del 17 novembre 2025: la Commissione Europea eroga i fondi all'Italia solo al raggiungimento di milestone e target misurabili entro scadenze definite come "inderogabili". Il target M6C1-3 richiede almeno 1.038 Case della Comunità attive a livello nazionale.
Le strutture non comprese nella deliberazione n. 795 non figurano nell'attestazione di funzionalità predisposta dall'ASP ai fini del target. Il rischio concreto, documentato nelle clausole del Contratto Istituzionale di Sviluppo richiamato dalla delibera n. 296/2025, è il definanziamento parziale degli interventi non attestati. La catena di responsabilità è definita dagli stessi atti: Ministero della Salute soggetto titolare verso la Commissione Europea; Regione Calabria — e quindi il Commissario ad Acta — soggetto attuatore; ASP soggetto esecutore.
Va precisato che il Piano Operativo Regionale PNRR-M6 Calabria ha subito nel tempo cinque successive rimodulazioni — l’ultima approvata il 13 maggio 2026 — che hanno riguardato la ridistribuzione di quote PNRR e di cofinanziamento tra i singoli interventi, e l’inserimento di progettualità aggiuntive di tipo spoke come riserva operativa. Tali rimodulazioni, tuttavia, operano sul piano finanziario e non costituiscono una modifica alla rete strutturale prevista dal DCA n. 197/2023: nessuna di esse risulta autorizzare la soppressione delle strutture assenti dalla delibera 795, il cambio di classificazione di Cariati e Rende, né l’introduzione delle quattro strutture prive di copertura programmatica.
Il paradosso AGENAS: le due strutture che tengono in piedi le statistiche regionali
I dati del monitoraggio AGENAS sul secondo semestre 2025, pubblicati il 25 marzo 2026, offrono un elemento di ulteriore contraddizione. In Calabria, delle 63 Case della Comunità programmate, solo 2 — il 3,2% — risultano con almeno un servizio dichiarato attivo, contro una media nazionale del 45,5%. Quelle due strutture sono San Marco Argentano e Cariati: le uniche con servizi ambulatoriali già operativi, in quanto eredi della precedente rete delle Case della Salute.
Il paradosso è documentabile: le stesse strutture che la Calabria dichiara ad AGENAS come operative per evitare lo zero nella graduatoria nazionale sono, nella deliberazione dell'ASP di Cosenza, rispettivamente cancellata dalla rete (San Marco Argentano) e retrocessa di categoria senza provvedimento autorizzativo (Cariati).
Questioni aperte
La lettura degli atti pubblici disponibili lascia aperte alcune questioni che attengono alla trasparenza amministrativa e alla corretta attuazione della programmazione sanitaria regionale.
Esiste un provvedimento del Commissario ad Acta che autorizzi le variazioni introdotte dalla deliberazione ASP n. 795/2026 rispetto al DCA n. 197/2023? Per quale ragione San Marco Argentano, destinataria di investimenti pubblici già acquisiti con fondi PNRR e presente nella programmazione regionale, non compare tra le strutture approvate? Quali effetti produce la difformità accertata sulla rendicontazione degli interventi finanziati con risorse europee?
La risposta a queste domande non emerge dagli atti disponibili. Dovrebbe emergere da un provvedimento regionale che renda pubblica, motivi e assuma la responsabilità delle variazioni apportate alla rete sanitaria territoriale della provincia di Cosenza.
Fonti: DCA n. 197 del 12 luglio 2023 (Commissario ad Acta – Regione Calabria); delibera regionale n. 296 del 17 novembre 2025 (Piano Operativo Regionale PNRR); DCA n. 58 del 13 marzo 2026 (Commissario ad Acta Roberto Occhiuto); deliberazione del Commissario Straordinario ASP Cosenza n. 795 del 10 giugno 2026; dati AGENAS monitoraggio Case della Comunità, secondo semestre 2025, pubblicati il 25 marzo 2026; Corte dei Conti, Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio, nota istruttoria sulla deliberazione CdM del 9 aprile 2026 (fonti di stampa, giugno 2026).
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