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Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’esposizione al Radon è responsabile di una percentuale che va dal 5 al 20% di tutti i tumori polmonari, che in Italia ogni anno ammontano a oltre 30mila casi, posizionandosi come la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di sigaretta.

Vediamo di fare un identikit di questo nemico dell’uomo
Il Radon è un gas radioattivo, presente sulla Terra sin dalla sua formazione, diffuso nell'ambiente, ma che si concentra nell'aria dei luoghi chiusi, e quindi anche in casa, dove viene continuamente inalato.
È inodore e incolore, appartiene alla catena degli isotopi radioattivi che ha come capostipite l'uranio. Viene prodotto, infatti, dal decadimento di quest'ultimo. Lo si ritrova, dunque, nelle rocce, nei terreni e nei materiali di costruzione ma anche nelle abitazioni private dove si diffonde dal terreno e dai materiali con cui sono realizzate le costruzioni. L'inalazione di aria contenente radon e dei suoi prodotti di decadimento, anch'essi radioattivi, causa un irraggiamento dei polmoni con radiazioni ionizzanti di tipo alfa. Da qui si spiega l'aumento del rischio di sviluppare un cancro proprio a questi organi.
La prima indagine nazionale rappresentativa dell’esposizione al radon della popolazione italiana è stata condotta tra il 1989 ed il 1998. Tale indagine, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’ENEA/DISP (ora ISPRA) e realizzata in collaborazione con gli Assessorati alla Sanità di tutte le Regioni italiane, è stata condotta su un campione rappresentativo di abitazioni dislocate sul territorio di Comuni con più di 100000 abitanti e un campione casuale dei rimanenti delle 19 Regioni e delle 2 Province autonome di Trento e Bolzano.
Il valore della concentrazione media in Italia è risultato più alto rispetto alla media mondiale.
Come ridurre la concentrazione Radon?
Premesso che non è possibile eliminare del tutto il Radon, è però possibile intervenire, riducendo la sua concentrazione nell’aria degli ambienti interni, abbassando il rischio connesso alla sua esposizione, attraverso l’applicazione di opportuni accorgimenti in fase di progettazione, per gli edifici di nuova costruzione, e interventi di risanamento per gli edifici esistenti. Gli accorgimenti da applicare hanno l’obiettivo di permettere un ricambio di aria in tutti i locali, compresi i vespai sotto fondazioni, in modo da evitare concentrazione in locali a più diretto contatto con il suolo ed in quelli meno arieggiati.
La prevenzione dal Radon inizia dunque dalla progettazione dell’edificio.
La collaborazione tra istituzioni, esperti e cittadini è essenziale per mitigare il rischio e proteggere la salute di tutti. È dunque fondamentale aumentare nella popolazione la consapevolezza su questo problema.
A tale proposito l’Amministrazione Comunale di Casali del Manco (Comune nato in provincia di Cosenza dalla fusione di 5 Comuni Casole Bruzio, Pedace, Serra Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta), su proposta della Fiorad S.r.l. (società che svolge attività di monitoraggio e controllo dell’esposizione alle fonti di inquinamento), ha promosso uno studio per la stima del rischio di esposizione al Radon della popolazione casalina, con l’obiettivo di realizzare uno strumento utile alla prevenzione e al contenimento del rischio alla popolazione, attraverso un’accurata attività di monitoraggio, analisi e l’adozione di idonee misure correttive.

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