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Manoccio: «Così si tradiscono i valori fondanti dell’Unione»

ACQUAFORMOSA - «Il diritto d’asilo è stato per decenni uno dei pilastri dell’identità europea. Oggi rischia di diventare una conquista del passato».
Lo afferma Giovanni Manoccio, presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, da sempre impegnata nella difesa dei diritti dei migranti e nell’accoglienza pubblica.

Secondo Manoccio, le recenti decisioni del Parlamento Europeo segnano una svolta preoccupante: «Il fenomeno migratorio è stato progressivamente trasformato in una narrazione di emergenza e pericolo, alimentando paure e rafforzando movimenti e partiti della destra, incidendo fortemente sulle scelte politiche italiane. L’adozione della lista dei cosiddetti Paesi sicuri -aggiunge Manoccio-, con l’inserimento di Stati come Egitto e Tunisia, rappresenta un grave arretramento sul piano della tutela dei diritti umani. Definire sicuri Paesi nei quali sono documentate torture, detenzioni arbitrarie, persecuzioni e sparizioni forzate significa negare la realtà. Il caso Regeni -sottolinea- è una ferita ancora aperta. Quanto avviene a Sfax è sotto gli occhi di tutti. Chi fugge da questi contesti non può essere considerato automaticamente al sicuro».
Altrettanto critica la scelta europea di esternalizzare le procedure di asilo verso Paesi terzi. «Si smantella il principio di garanzia costruito in decenni di diritto europeo, affidando la protezione internazionale a Stati che non offrono le stesse tutele giuridiche. È una scorciatoia politica che scarica altrove le responsabilità».
In tema di blocco navale, Manoccio torna a contestare con decisione la retorica “tanto cara a Salvini e Piantedosi”. «È una proposta irrealistica sul piano giuridico e operativo, oltre che incompatibile con il diritto internazionale e con il dovere di soccorso in mare. Viene riproposta -dice- come slogan, non come soluzione».
Intanto il Mediterraneo continua a essere un cimitero. «Negli ultimi venti giorni -chiosa Manoccio- si contano oltre mille dispersi. Davanti a questi numeri, parlare di deterrenza invece che di soccorso è una scelta politica grave. Se la vita umana è ancora un valore fondante dell’Unione Europea, non può essere sacrificata al consenso elettorale. L’Europa sta progressivamente rinnegando le proprie origini democratiche, inseguendo modelli fondati su esclusione e disumanizzazione -conclude Manoccio-. Serve un confronto serio, fondato sullo Stato di diritto e sulla dignità della persona. Altrimenti il diritto d’asilo resterà solo un capitolo dei libri di storia».

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