SPEZZANO ALBANESE - La cancellazione dell’edizione della storica Fiera d’Ottobre di Spezzano Albanese Scalo, annunciata via social dall’amministrazione comunale con la motivazione del blocco dei mezzi agricoli, solleva forti polemiche e una dura presa di posizione da parte di Vincenzo Borrelli.
La fiera, un evento dalle radici plurisecolari risalenti al XIV secolo (precedente persino all’insediamento della comunità arbëreshë), rappresenta un pilastro dell'identità, della tradizione e dell'economia del territorio dell'Esaro e della Piana di Sibari. Storicamente l’evento non è mai stato sospeso o annullato, se non di fronte all’emergenza sanitaria globale del Covid-19 o a rare allerte meteo di eccezionale gravità.
«La decisione di annullare del tutto la fiera appare ingiustificata e priva di senso di responsabilità verso il tessuto economico locale», dichiara Vincenzo Borrelli.
«Il blocco pacifico attuato dagli agricoltori alla rotatoria di Spezzano Scalo sta funzionando in modo assolutamente civile e coordinato: i manifestanti garantiscono il filtraggio dei veicoli ogni 15-20 minuti, consentendo il passaggio prioritario ad anziani, casi d’emergenza e persone dirette verso le strutture ospedaliere. Inoltre, la zona della fiera è raggiungibile da più parti attraverso la viabilità alternativa, che avrebbe consentito il regolare svolgimento delle attività fieraie in totale sicurezza».
Nel mirino della critica finisce il quadro istituzionale complessivo e l'atteggiamento dei rappresentanti di categoria: «Registriamo un silenzio assordante da parte dei giornali, della politica a tutti i livelli - sia regionale che locale, di maggioranza come di opposizione - e delle associazioni di categoria dei commercianti», prosegue Borrelli.
«Invece di cancellare d’imperio un appuntamento secolare, l’amministrazione avrebbe dovuto farsi promotrice di un dialogo, permettendo la fiera e trasformandola in una preziosa occasione di solidarietà collettiva. Far svolgere l'evento avrebbe significato permettere alla cittadinanza e ai commercianti di stringersi attorno agli agricoltori, che stanno portando avanti una battaglia che riguarda tutti contro il caro carburante e i rincari che stanno mettendo in ginocchio il settore».
«La Calabria è una terra a forte trazione agricola e turistica: non abbiamo grandi industrie ed è proprio sulla terra, sui suoi prodotti e sul commercio locale che si fonda la nostra economia -conclude Vincenzo Borrelli-. Se in primis i sindaci e i consiglieri comunali, che dovrebbero rappresentare le istituzioni più vicine ai cittadini e ai problemi reali del territorio, compiono scelte di questo tipo voltando le spalle a chi lavora, allora significa che siamo davvero messi male. Tutta la politica, dal livello locale fino a quello regionale, farebbe bene a guardarsi allo specchio e a porsi qualche seria domanda sul proprio ruolo e sulla propria incapacità di dare risposte concrete alla gente».
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