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Chiarimenti sul ruolo dell’infrastruttura e sulla gestione dell'emergenza

TARSIA - Sulla scia dell'esondazione del fiume Crati, che ha recentemente travolto diverse aree della provincia di Cosenza, tra Corigliano-Rossano, Cassano all'Ionio, Tarsia e Santa Sofia d’Epiro, il Consorzio di Bonifica della Calabria fornisce alcune precisazioni in merito alla Diga Traversa di Tarsia.

«La Diga Traversa di Tarsia -spiega il Consorzio- opera con una concessione semestrale ad esclusivo uso irriguo e, pertanto, nei giorni scorsi avrebbe dovuto limitarsi a osservare il transito delle portate più rilevanti senza poter operare nessuna movimentazione in quanto questa opera non è deputata a laminazione delle piene».
Il Consorzio fa sapere che, su istanza della Protezione Civile e al fine di scongiurare danni a cose e persone, dopo un confronto con il Ministero competente e la Prefettura, è stato deciso di intervenire autorizzando la «modulazione dei volumi d’acqua in ingresso».
Nella nota si specifica che «le paratoie della traversa di Tarsia non sono state chiuse completamente, ma sono state movimentate esclusivamente con funzione di regolazione e attenuazione dei volumi, nel rispetto della quota massima di invaso autorizzata dal Ministero».
La diga, viene sottolineato, sottende «un bacino di oltre 1.300 km² e tutta l’acqua caduta in questi ultimi giorni, che i terreni ormai saturi non sono riusciti ad assorbire, è stata regolata dall’infrastruttura, consentendo un deflusso, per quanto possibile, graduale verso valle».
Secondo quanto comunicato dal Consorzio, le aree a valle hanno risentito non solo del contributo delle portate del Crati, ma anche di altri corsi d’acqua, come il Coscile e l’Esaro, che hanno registrato valori e picchi eccezionali. Si è trattato di «fenomeni di carattere straordinario, come confermano i dati ufficiali dell’Arpacal».
Il Consorzio precisa inoltre che «non si sono verificate perdite di vite umane», risultato attribuito alla sinergia tra Protezione Civile, Consorzio di Bonifica della Calabria ed ARPACAL, che hanno operato in modo coordinato e tempestivo.
«Sin dalle prime ore di giovedì -conclude la nota-  è stato attivato un monitoraggio costante dell’evoluzione meteorologica tramite il sito AllertCal, in coordinamento con ARPACAL, Protezione Civile e COC territoriali. I controlli sono stati effettuati con cadenza oraria e, nei momenti più critici, anche più frequentemente sia a monte sia a valle, assumendo congiuntamente le decisioni operative». L’attività di sorveglianza, viene precisato, è proseguita senza interruzioni tra giovedì e venerdì, con sopralluoghi, verifiche da remoto e continuo confronto con le previsioni meteo per valutare l’evoluzione degli scenari e adottare le misure più adeguate. 

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