Accuse del consigliere di minoranza dopo l’alluvione

CASSANO ALL'IONIO - Dopo l’alluvione che ha colpito lo scorso febbraio diverse aree della città di Cassano all'Ionio, tra cui le contrade Lattughelle, Piano Scafo e i Laghi di Sibari, si riaccende il dibattito sulla gestione dell’emergenza. Sul tema è intervenuto il consigliere di minoranza Davide Papasso, che ha espresso una ferma critica nei confronti della giunta.

Bnl

«Solidarietà a parole, nulla nei fatti -ha dichiarato Papasso-. L'alluvione che ha flagellato il nostro territorio ha colpito tutti, nel profondo. È stata una situazione di eccezionalità estrema, ed è per questo che si ci sarebbe aspettato qualcosa in più, come risposte concrete e coraggio.
Nel momento della difficoltà c'è stata presenza, dichiarazioni meravigliose, tanti messaggi sui social. Sembrava davvero esserci tanta vicinanza e presenza, ma oggi, a conti fatti, viene da chiedersi una cosa: cosa è stato fatto davvero per le famiglie colpite?
La sensazione che si sente è che, purtroppo, sembra essersi fatto poco. Troppo poco.
L'amministrazione ha scelto di sospendere i tributi, ma questa decisione non risolve nulla, anzi, forse la peggiora. Infatti, tra pochi mesi, quelle stesse famiglie non solo torneranno punto e a capo, ma dovranno affrontare, nello stesso momento, una mole doppia di spese e tasse, senza avere avuto neanche il tempo di rimettersi in piedi.
Eppure, quelle alternative, giuste e concrete, c'erano. Avevamo proposto soluzioni concrete, non magia oscura: destinare almeno 100.000 euro del bilancio comunale per sostenere in un primo momento il territorio e cancellare per almeno 6/12 mesi le imposte comunali: sarebbe stato un segnale forte, un gesto vero.
Ma mentre si era impegnati a caricare foto e frasi d'effetto e commoventi sui social, queste proposte non solo non sono state approvate, ma non ci è stata neanche data l'opportunità di discuterle in consiglio comunale.
Ed è qui che nasce l'amarezza ed il paradosso più grande. Mentre c'è chi si rimboccava le maniche, tra fango, sacrifici buttati e difficoltà, dimostrando a tutti noi cosa significa essere comunità, e donando tanta fiducia al suo sindaco, si ritrova, oggi, tradita.
Perché a tutti quei post, foto e dichiarazioni strappalacrime e pieni di speranza, non è stato dato seguito. Nemmeno nei momenti più duri, il comune ha stanziato un solo euro, nemmeno per l'acquisto di una scopa.
Tanta distanza tra ciò che si è detto e ciò che si è fatto. La verità, che ci piaccia o no, è un'altra cosa. Non è fatta da foto o racconti giornalistici, è fatta di scelte difficili, di risorse messe a disposizione, di responsabilità prese. Questo è un territorio che merita tanto -ha concluso Papasso- e, soprattutto, chi lo governa, non può fermarsi a raccontare ciò che succede, ma deve creare fatti concreti. E finora, purtroppo, sono mancati».
Parole dure che riaccendono il confronto politico in città, riportando l’attenzione sulle misure adottate dopo l’emergenza e sulle richieste avanzate dall’opposizione, in un contesto in cui molte famiglie continuano a fare i conti con le conseguenze dell’alluvione.

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