Al centro il tema degli interventi sul sistema fluviale

Navanteri

«Ad oggi, dopo oltre due mesi dall’alluvione del 13 febbraio, il bilancio resta fermo: nessuna risposta e nessun intervento strutturale avviato, come giustamente denuncia il movimento cittadino “I Guardiani del Crati” tramite il presidente Mario Oliveto, che aggiunge: “Chiediamo solo la pulizia del fiume, ma la Regione non ci sta considerando. Se non saremo ascoltati, siamo pronti ad azioni eclatanti”».

Bnl

È quanto si legge in una nota congiunta firmata da Michele Cosentino, segretario provinciale di Sinistra Italiana – AVS Cosenza, e Angelo Broccolo, della direzione regionale di Sinistra Italiana Calabria e membro dell’Assemblea nazionale del partito.
«Questo drammatico quadro di silenzi e omissioni -prosegue la nota- peraltro si svolge nel cuore della “polpa” economica della Calabria e a due passi dal Parco Archeologico di Sibari, bene universale candidato da diversi anni a Patrimonio dell’Umanità Unesco, quasi a voler ricalcare l’assurda accidia delle classi dirigenti recenti e passate, inconsapevoli ovvero immeritevoli di un passato che permea la cultura dell’intero Occidente.
La situazione del Parco Archeologico di Sibari non può più essere raccontata come un’emergenza. Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una crisi strutturale nota da anni: un’area classificata a rischio idraulico massimo, un sistema fluviale compromesso e un uso del suolo che ha ridotto la capacità di contenimento delle piene.
Chi conosce il territorio sa bene che non si tratta di fatalità. Come è stato già osservato, siamo di fronte anche a gravi errori di valutazione nella gestione del sistema fluviale e a criticità segnalate da tempo, rimaste senza risposta.
A fronte di oltre 30 milioni di euro stanziati negli ultimi anni (coesistono, infatti, due strumenti: i 15-16 milioni del “Patto per il Sud” [programmazione 2014-2020], in capo alla Regione e al Commissario per l’emergenza idrogeologica – di fatto mai attuati – e i circa 18 milioni del masterplan in capo al Ministero della Cultura per opere compensative), è sotto gli occhi di tutti l’assenza di una soluzione strutturale al rischio idraulico.
Bisogna dire con chiarezza che la messa in sicurezza dell’alveo del fiume Crati non è competenza del Ministero della Cultura, ma di Regione, Protezione Civile e Ministero dell’Ambiente. A questi livelli istituzionali spetta la responsabilità di intervenire. Continuare a rinviare significa accettare consapevolmente il ripetersi di questi disastri.
Allo stesso tempo, le scelte compiute nella destinazione delle risorse sono politicamente discutibili. Si continua a investire in accessibilità, percorsi di visita e iniziative di valorizzazione, mentre la sicurezza materiale del sito resta irrisolta. È un rovesciamento delle priorità che espone il patrimonio a una vulnerabilità permanente.
Questo modello va respinto. Come ha detto il prof. Battista Sangineto, la valorizzazione non può sostituire la tutela, né tantomeno precederla. Senza una messa in sicurezza reale, ogni intervento sulla fruizione è destinato a essere temporaneo e inefficace.
Serve un cambio radicale di approccio, servono interventi immediati sul sistema idraulico, ripristino della legalità nelle aree golenali, pianificazione seria e responsabilità istituzionali chiare!
Per queste ragioni, riteniamo non più rinviabile una mobilitazione pubblica e territoriale: cittadini, associazioni, comunità scientifica e forze sociali devono pretendere trasparenza, tempi certi e interventi concreti. La Sibaritide non può continuare a essere ostaggio dell’emergenza e delle omissioni. La tutela del suo patrimonio -conclude la nota- è un diritto collettivo e una responsabilità che riguarda tutti!».

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Basta stare a guardare! Il rischio non è la rabbia ma il vuoto

A tredici anni si può essere fragili e/o arrabbiati? Sicuramente! Ma non invisibili. E neppure assolti in automatico da tutto ciò che ci circonda. La vicenda di Trescore Balneario, con l’insegnante di francese, Chiara Mocchi, accoltellata da un...

Controcorrente

Il presunto declino americano tra realtà e percezione

Gli Usa sono realmente un impero in declino?Appare complicato valutare lo stato di salute degli Yankee, tuttavia gli Stati Uniti hanno una lunga storia di preoccupazioni sulla decadenza del proprio paese, percependo il futuro sempre con un...

Parresia

La sanità che scompare nel silenzio: cittadini traditi da promesse e rinvii

Pillole di pediatria

Diabete mellito nei più piccoli: ecco cosa sapere

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Una pagina di geopolitica

Gusto e Benessere

Grissini di farro con sesamo e papavero

Pubblicità

Pubblicità