CASSANO ALL'IONIO - «Ci si era presentati come “pacificatori”, dopo aver definito il passato un “tiranno”. Ma se il nuovo metodo deve essere quello dei procedimenti disciplinari e dei ritardi nei pagamenti, viene spontaneo chiedersi: dov’è finita la tanto annunciata pacificazione? Una battuta, certo. Ma fino a un certo punto». L'opposizione di Cassano richiama l'attenzione sulle questioni legate ai dipendenti comunali e, in particolare, sul pagamento delle somme maturate per turnazioni e lavoro straordinario.
«Perché dietro le parole ci sono lavoratori, famiglie, sacrifici e diritti che non possono essere messi in secondo piano -si legge nella nota diffusa-.
Gli agenti della Polizia Locale di Cassano All’Ionio hanno garantito per tutta l’estate la loro presenza sul territorio: a Marina di Sibari, nelle località turistiche, durante manifestazioni ed eventi, anche oltre la mezzanotte, assicurando contemporaneamente il servizio ordinario.
Turni. Straordinari. Festivi. Ore di lavoro. Quando c’era bisogno, gli agenti c’erano.
Oggi, però, ci risulta che il salario accessorio relativo a turnazioni e straordinari non sia stato ancora corrisposto.
Non stiamo parlando di privilegi, concessioni o favori. Stiamo parlando di lavoro svolto e di somme maturate. Dietro ogni divisa ci sono persone, famiglie, responsabilità e sacrifici.
E il lavoro, soprattutto quando viene chiesto con disponibilità e senso del dovere, va riconosciuto anche economicamente.
Ci risulta, inoltre, che non sarebbe la prima volta che si verificano ritardi. Ma il problema non sembrerebbe riguardare soltanto la Polizia Locale. Ci sono anche gli operai della squadra manutenzione, ai quali, a quanto ci risulta, non è stato ancora corrisposto il salario accessorio.
Gli straordinari, invece, risultano essere stati pagati, ma con una tariffazione diversa da quella attesa dai lavoratori.
Anche su questo riteniamo doverosa chiarezza: occorre spiegare quali criteri siano stati applicati e verificare che a chi ha lavorato venga riconosciuto quanto effettivamente spettante.
E non vogliamo dimenticare gli altri dipendenti comunali che, in questi mesi, hanno garantito servizi, svolto ore aggiuntive, lavorato nei festivi, effettuato straordinari e assicurato la propria disponibilità quando l’Amministrazione ne aveva bisogno.
Nessuno deve essere lasciato indietro. Per questo chiediamo all’Amministrazione chiarezza e tempi certi per la liquidazione delle somme spettanti, per la corretta applicazione delle tariffe e per la verifica di tutte le situazioni ancora da definire. E chiediamo chiarezza anche sui procedimenti disciplinari che, a quanto ci è stato riferito, hanno interessato alcuni dipendenti comunali.
È questa la pacificazione? È questa la gentilezza promessa? È questa la collaborazione di cui si parlava?
Perché le parole sono importanti, ma lo sono ancora di più i comportamenti. Amministrare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dare risposte a chi lavora per il Comune. Non si può chiedere ai lavoratori di esserci sempre quando serve e poi essere assenti quando arriva il momento di riconoscere il loro lavoro.
Governare non significa soltanto chiedere professionalità, sacrificio, disponibilità e senso del dovere. Significa anche rispettare chi lavora. Significa pagare ciò che è stato guadagnato. Significa applicare correttamente le tariffe. Significa dare risposte. Significa garantire a tutti i dipendenti comunali correttezza, trasparenza e pari dignità.
A chi in questi mesi c’era quando serviva esserci, diciamo una cosa semplice: il vostro lavoro non è invisibile. E i vostri diritti non devono diventarlo. Perché il rispetto dei lavoratori non si misura dalle parole. Si misura -conclude la nota- anche dalla puntualità con cui vengono riconosciuti il lavoro, i sacrifici e ciò che è dovuto».
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