CASTROVILLARI - «Sogno una Castrovillari forte, indipendente, libera e coraggiosa, con la voglia di mostrarsi per le unicità che da sempre la collocano al centro di un’area, quella del Pollino, che merita di essere valorizzata e rispettata attraverso idee concrete e una programmazione mirata. E sono sicuro che scegliendo la coalizione di centrodestra con Anna De Gaio Sindaco insieme ai cittadini possiamo guardare al futuro con speranza e determinazione per costruire una Castrovillari meravigliosa, che meritano tutti coloro che qui hanno scelto di vivere e lavorare, fare famiglia e realizzare imprese».
È l’incipit dell’appello al voto di Dario D’Atri, candidato alla carica di consigliere comunale per “la Castrovillari che vuoi” con Anna De Gaio Sindaco. In vista delle amministrative del 24 e 25 maggio ha scelto di affidare alla città il suo messaggio per ribadire «l’amore che ho verso Castrovillari, che viene da lontano. La mia storia di passione per questa città ha origini antiche, apprese da mio padre già amministratore di Castrovillari e che ricordo con commozione, ed è in quel solco di idea che voglio continuare a spendermi per permettere di realizzare una nuova stagione politica che metta al centro i cittadini con una azione forte, decisa, concreta».
Tra le priorità indicate da D’Atri ci sono i giovani e il welfare. Da una parte l'istituzione di un opificio delle Abilità «come incubatore di futuro. Non solo una scuola di concreta professionalità, ma un centro competitivo ed intergenerazionale dove l'esperienza degli anziani artigiani incontra l'energia dei giovani. Formare un manovale, un calzolaio, un panettiere, un idraulico, un parrucchiere o un elettricista, significa anche insegnare loro l'uso delle nuove tecnologie e della sostenibilità applicata al mestiere». Dall’altra un modello di amministrazione vicina ai cittadini che vada ad incontrare «dal basso il bisogno dove nasce per prevenirlo, i servizi sociali, l'assistenza domiciliare, il supporto psicologico».
«Nel modello di sviluppo per la Castrovillari del futuro c’è bisogno -aggiunge Dario D’Atri- di una programmazione chiara e definita che metta al centro turismo e agricoltura come assi strategici di filiera integrata alla capacità di esaltazione delle identità territoriali.
Castrovillari ha bisogno di ritornare ad interpretare il ruolo di capofila per il versante calabrese del Parco nazionale più grande d'Italia agendo con una strategia di promozione fuori e dentro i confini localistici, costruendo un catalogo turistico che sia capace di presentare la ricchezza e la complessità dei monumenti e degli attrattori del patrimonio esistente attraverso una offerta turistica in sinergia con i comuni vicini. Sul versante agroalimentare bisogna puntare sulle produzioni di qualità come la Cipolla Bianca di Castrovillari e farle diventare “ambasciatori della città” senza dimenticare la tradizione vitivinicola e olivicola del territorio che possono fare della città un grande spazio di turismo esperienziale per gli amanti della scoperta dei territori partendo dalle identità alimentari. Bisogna potenziare il sostegno all'agricoltura di qualità, inserita in un contesto territoriale di formazione e nuova impresa, coinvolgendo giovani e progetti di sistema».
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