Il direttore generale Graziano smentisce l'uso improprio

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COSENZA - (Comunicato stampa dell'Asp di Cosenza) «C’è un fitto proliferare di falsa informazione sul web secondo la quale sarebbe stato fatto un uso improprio di ambulanze del 118 a supporto dei comizi che hanno avuto luogo a Cosenza in occasione della campagna elettorale ancora in corso. Non è la prima volta -sottolinea il dg Antonio Graziano- che vengono diffuse notizie fuorvianti e distanti dalla realtà e l’azienda sanitaria ha il diritto, e verso i cittadini soprattutto il dovere, di chiarire come stanno davvero le cose».

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Facciamo un passo indietro nella narrazione dei fatti. «Al Servizio 118 -entra nel dettaglio il direttore generale- è pervenuta venerdì 26 settembre 2025 la convocazione della Questura di Cosenza con oggetto ‘visita in Provincia dell’On. Salvini - Conte - Abodi’ per giorno 29 settembre 2025’. Il Tavolo Tecnico tenutosi in quella data alla presenza del Questore di Cosenza -prosegue Graziano- in considerazioni delle indicazioni ministeriali ad Egli pervenute, tra le altre misure di safety e security assunte per i comizi in oggetto, prevedevano l’impiego di mezzi di soccorso medicalizzati nei giorni 30 settembre e 1° ottobre nelle località indicateci. Come sempre avviene in questi casi, sono state utilizzate risorse aggiuntive per non distogliere i mezzi di soccorso ordinariamente dedicati alla tutela della salute della popolazione calabrese. Dunque l’adempimento del protocollo non ha in alcun modo privato la comunità di alcun mezzo di emergenza. Tali procedure codificate sono usuali nelle occasioni in cui si prevedono possibili turbative dell’Ordine Pubblico e/o in caso di massicci afflussi di persone in luoghi prestabiliti. Pertanto -ribadisce Antonio Graziano- non si concretizza nessun abuso o nessun utilizzo improprio delle ambulanze del Servizio 118. Tali articoli giornalistici, privi di fondamento e di controllo della veridicità del loro contenuto attraverso l’Ufficio Stampa dell’ASP di Cosenza -conclude- generano mancanza di fiducia verso le istituzioni preposte alla tutela della salute dei cittadini e contestualmente provocano sconforto e demoralizzazione negli operatori che quotidianamente lavorano nella Sanità Pubblica».

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