L’allarme di Costabile e Ianni dopo i danni del maltempo

COSENZA - «Le precipitazioni atmosferiche di portata eccezionale che hanno colpito il nostro territorio nelle ultime settimane hanno evidenziato, ancora una volta, l’estrema fragilità del suolo. Frane, smottamenti e l’esondazione di corsi d’acqua non sono più eventi isolati, ma segnali di un’emergenza climatica che richiede risposte strutturali e non più solo emergenziali».

Bnl

È quanto dichiarano Alessia Costabile, segretaria generale Flai Cgil Cosenza, e Massimiliano Ianni, segretario generale Cgil Cosenza, in una nota diffusa che prosegue: «Se da un lato i cambiamenti climatici aumentano la frequenza di questi fenomeni, dall'altro emerge un ostacolo tanto silenzioso quanto paralizzante: l’assenza di manodopera specializzata. Nonostante lo stanziamento di fondi per la messa in sicurezza, gli interventi di ripristino e la manutenzione ordinaria subiscono rallentamenti critici a causa della cronica mancanza di, maestranze esperte e tecnici della manutenzione e salvaguardia del territorio, quello che sono stati e continuano ad essere, se pur in numero non sufficiente, i lavoratori e lavoratrici Idraulico Forestali.
L’abbandono delle aree interne e il disinteresse verso le professioni legate alla cura del territorio hanno creato un vuoto operativo. Senza "sentinelle” e operai che puliscano i canali, consolidino i versanti e monitorino i bacini, anche il miglior piano di prevenzione resta sulla carta.
Non possiamo limitarci a guardare il cielo con apprensione. Dobbiamo investire sulla formazione e rendere nuovamente attrattivi i mestieri del territorio. La lotta al dissesto idrogeologico non si vince con la tecnologia, ma soprattutto con la presenza fisica dell'uomo sulla terra. Per quanto suddetto riteniamo non più rinviabile nella nostra regione procedere con un tur over che supporti le poche unità lavorative rimaste, che in questi giorni stanno cercando con mille difficoltà di liberare strade da smottamenti, da alberi caduti, stanno monitorando fiumi pericolosamente in piena. Bisogna individuare dei piani formativi specifici per qualificare nuove figure professionali nel settore della difesa del suolo, semplificare la burocrazia anche rispetto agli interventi di somma urgenza. La sicurezza dei cittadini e la tenuta delle infrastrutture dipendono dalla nostra capacità di riportare il lavoro nel cuore dell'ambiente».

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