Entrambe le organizzazioni si esprimono sull'attacco alla sede di Rifondazione Comunista

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COSENZA - La Camera di Lavoro di Cosenza e la Federazione Provinciale di Cosenza hanno espresso una ferma solidarietà ai compagni e alle compagne di Rifondazione Comunista, colpiti da un atto vandalico alla loro sede. Le dichiarazioni dei due soggetti riflettono una forte condanna della violenza e del clima di intolleranza, nonché un appello alla resistenza e alla solidarietà tra le forze progressiste.

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La Camera di Lavoro di Cosenza ha sottolineato: «Esprimiamo la nostra ferma e incondizionata solidarietà ai compagni e alle compagne di Rifondazione Comunista, sezione di Cosenza, in seguito al vile atto vandalico che ha colpito la loro sede di Corso Telesio. Questo episodio rappresenta non solo un attacco a un luogo di incontro e di confronto democratico, ma anche un attacco ai valori fondamentali della nostra società, come il rispetto, la tolleranza e la libertà di espressione. Condanniamo con forza qualsiasi forma di violenza e intimidazione, che non deve mai trovare spazio in una comunità civile e democratica. La storia ci insegna che il confronto e il dibattito devono avvenire sempre in un clima di rispetto reciproco, dove le idee possano essere espresse e discusse senza timore di ritorsioni. Gli atti di vandalismo, come quello subito dalla sede di Rifondazione Comunista, non possono essere tollerati e devono essere condannati da tutte le forze politiche e sociali. In momenti come questi, è fondamentale unirci e mostrare che la solidarietà tra le forze progressiste è più forte di qualsiasi tentativo di divisione. Invitiamo tutte e tutti a non lasciarsi intimidire e a continuare a lottare per i propri ideali con coraggio e determinazione. La strada da percorrere è ancora lunga, ma insieme possiamo costruire un futuro migliore, dove il dialogo e la comprensione prevalgano sull'intolleranza. Avanti, compagni, sempre con coraggio! La Camera del Lavoro di Cosenza è al vostro fianco». La Federazione Provinciale di Cosenza, da parte sua, ha affermato: «L'intimidazione di cui sono stati vittima i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista non può e non deve lasciarci indifferenti. Non è stato, infatti, un semplice atto di teppismo, ma un’azione politica becera figlia di un clima politico preoccupante. Il DDL sicurezza prima e la vergognosa campagna diffamatoria nei confronti della magistratura degli ultimi giorni dimostrano chiaramente che va diffondendosi un clima di intolleranza e insofferenza verso la normale dialettica politica e verso chi ha una visione diversa del mondo. In questo tempo intriso di conservatorismo sociale, pensiero patriarcale e istanze guerrafondaie è normale, dunque, che un partito di ispirazione marxista divenga il bersaglio perfetto per un attacco di ignoti come quello di stanotte. Ma è altrettanto normale, oltre che doveroso, resistere, resistere, resistere! Ai compagni e alle compagne di Rifondazione giunga la nostra solidarietà 'attiva ed operante': non solo un gesto scontato di buona politica, ma una vicinanza fraterna, com'è giusto che avvenga tra due forze politiche che affondano le proprie radici nella storia del movimento operaio e democratico italiano». Entrambe le organizzazioni hanno quindi sottolineato la necessità di resistere contro ogni forma di violenza e di intolleranza, ribadendo il valore della solidarietà e della lotta unita per i principi democratici.

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