SAN GIORGIO ALBANESE – Anche il comune di San Giorgio Albanese è stato presente alla serata nazionale del “Turismo delle Radici” a Roma, domenica sera, nel piazzale della Farnesina. Tra gli amministratori arrivati da tutta Italia, infatti, c'era anche il Vicesindaco di San Giorgio Albanese, Elena Turano, in rappresentanza della comunità guidata dal Sindaco Gianni Gabriele.
L'evento, ospitato il 14 giugno dal Ministero degli Affari Esteri, ha riunito i protagonisti del programma avviato dalla Farnesina nel 2022 come misura del Pnrr, pensato per riavvicinare l'Italia agli oltre ottanta milioni di italiani e italo-discendenti sparsi nel mondo e spingerli a riscoprire i luoghi da cui partirono le loro famiglie. La serata, condotta da Serena Autieri, si è aperta con l'Inno di Mameli e ha visto gli interventi del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, insieme al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, con in campo i giovani atleti italo-discendenti dei Giochi Coni Fair Play arrivati da sette Paesi, dall'Argentina al Venezuela, dall'Australia agli Stati Uniti.
Per San Giorgio Albanese la presenza alla Farnesina ha un valore strategico. Borgo arbëresh custode di una lingua e di un rito bizantino-greco secolari, con legami profondi con le comunità emigrate oltreoceano, il paese della Sibaritide guarda al turismo delle origini come a una leva concreta di sviluppo. A margine dell'evento il Vicesindaco Turano ha avuto modo di confrontarsi con i funzionari ministeriali e con i Consoli d'Italia giunti a Roma da ogni parte del mondo.
Il programma “Turismo delle Radici” si appoggia, oltre che alle risorse del Pnrr, a uno stanziamento di 200 milioni di euro sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, destinato alla riqualificazione di borghi, siti e percorsi turistici del Centro-Sud.
«La nostra è una storia di partenze, ma anche di radici che non si sono mai spezzate». È questo il commento dell'Amministrazione guidata dal Sindaco Gabriele. «Portare il nome di San Giorgio Albanese in un contesto come quello della Farnesina significa rivendicare il valore di ciò che siamo. I figli e i nipoti di chi è emigrato possono tornare, e in quel ritorno c'è un'occasione di crescita per tutto il paese».
Non è un punto di partenza da zero. Negli ultimi anni il Comune ha costruito una rete di iniziative di valorizzazione, dalla “Java Arbëreshe” agli scambi con l'Albania, fino alle feste identitarie e gastronomiche legate ai prodotti del territorio, dall'olio extravergine al percoco. Su questo terreno già coltivato si innesta ora la prospettiva nazionale.
«In quest'ottica -chiude l'amministrazione- vogliamo essere protagonisti di questo processo, non spettatori».
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