Appuntamento in programma sabato 17 maggio

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RENDE – Il cinema Garden di Rende si trasformerà nella “Terra della Pazzia”. L’appuntamento è per sabato 17 maggio, quando andrà in scena un nuovo spettacolo firmato Mattia Filice, regista cosentino classe 1997, dopo il successo della precedente opera “Il Terrore Dentro Di Me”.

“La Terra della Pazzia” sarà “una tragicommedia musicale che riduce in coriandoli la quarta parete”, un’opera ironica ed irriverente, caratterizzata da un umorismo dark e brillante, che racconta il tentativo di fuga da parte di quattro giovani pazienti che cercano di fuggire dal manicomio nel quale sono internati. “Seppur emarginati - si legge - non si lasciano ridurre alla malattia mentale, ma lottano per affermare la propria identità: in primo luogo attraverso la relazione con l’altro, che è anche il pubblico”. Lo scopo dello spettacolo è sensibilizzare un tema delicato, raccontandolo con una forte dose di ironia; lo fa “rovesciando però la retorica del pietismo che la società bigotta riserva alla figura del malato mentale come a chiunque non rientri nei canoni del “normale”. Senza prendersi troppo sul serio, bisognerebbe imparare a ridere delle assurdità della vita”. L’opera è frutto di un enorme lavoro di squadra, realizzato da un grande team capitanato da Mattia Filice. Agli attori Milena Audia, Davide Carpino, Marco d’Ippolito, Maria Teresa di Cianni, Alessandro Giordano, Annamaria Lecce e Corrado de Pasquale si aggiunge l’ensemble composto da Enrico Borrelli, Anna Deriu, Simone Florio, Gianluca Giuliani, Federica Lo Rè, Aurora Palumbo, Sofia Rende, Giorgia Sconosciuto, Maria Ilenia Tucci. Le coreografie sono curate da Giusy Massarini e Mario Shake Paradiso. Il make-up è a cura di Laura Iaquinta, che ricopre anche il ruolo di Aiuto Regia; gli assistenti alla regia sono Alessandro Gencarelli e Martino Perito. Lo spettacolo vede inoltre la straordinaria partecipazione del coro polifonico “Aura Artis” di Saverio Tinto e Olga Rovito. Sarà un’esperienza totale per gli spettatori, i quali verranno catapultati in un viaggio ironico e musicale nella “Terra della Pazzia”.

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