Greco e Vento chiedono rifugi climatici e un piano contro le ondate di calore

COSENZA - Rifondazione Comunista lancia un appello alla Regione Calabria e ai Comuni affinché venga predisposto con urgenza un piano di adattamento alle ondate di calore, alla luce delle elevate temperature previste nei prossimi giorni e di un fenomeno che, secondo il partito, non può più essere considerato eccezionale.

A intervenire sono Gregorio Greco, responsabile regionale Ambiente, e Stefano Vento, responsabile nazionale Ambiente e Beni Comuni di Rifondazione Comunista, che sottolineano come «quello che fino a pochi anni fa veniva definito un evento eccezionale è ormai diventato la normalità di un clima che cambia rapidamente, con effetti sempre più gravi sulla salute, sulla qualità della vita e sulle disuguaglianze sociali».
Per questo il partito chiede al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e ai sindaci calabresi di attivare «un vero piano di adattamento alle ondate di calore», con particolare attenzione agli anziani, ai bambini, alle persone con disabilità, ai lavoratori esposti e ai cittadini in condizioni di fragilità.
Tra le proposte avanzate vi è la realizzazione di una rete di rifugi climatici, sul modello di quanto già avviene in numerose città europee. Si tratta di biblioteche, scuole, musei, centri civici e altri edifici pubblici climatizzati, accessibili durante le ore più calde della giornata, dove la popolazione possa trovare riparo dalle temperature estreme.
Secondo Rifondazione Comunista, si tratta di una misura «semplice, concreta e a basso costo», già sperimentata anche in Calabria. «La sede dell’INPS di Cosenza -affermano Greco e Vento- ha infatti deciso di mettere a disposizione i propri spazi climatizzati come rifugio climatico per la cittadinanza durante le giornate di caldo estremo, dimostrando come anche gli edifici pubblici possano diventare presìdi di tutela della salute e di protezione delle persone più fragili. Se un ente pubblico ha già scelto questa strada, non si capisce perché la Regione Calabria non promuova un piano regionale che coordini e sostenga iniziative analoghe in tutti i territori».
Il partito ritiene che la Calabria debba superare la gestione delle sole emergenze e avviare interventi strutturali, individuando rifugi climatici in ogni Comune, mappando le aree maggiormente esposte al rischio caldo, promuovendo campagne informative, rafforzando l'assistenza alle persone sole e fragili e investendo nell'incremento delle aree verdi urbane, nelle nuove piantumazioni e nella de-impermeabilizzazione delle città.
«La crisi climatica non è un problema del futuro: è il presente -evidenziano ancora i due responsabili-. Continuare a ignorarla significa mettere a rischio la salute dei cittadini e aumentare le disuguaglianze, perché il caldo estremo colpisce soprattutto chi non ha gli strumenti economici per difendersi».
Infine, Rifondazione Comunista invita la Regione Calabria a coordinare un piano condiviso con i Comuni, mettendo a disposizione risorse e linee guida per consentire alle amministrazioni locali di prepararsi prima che le ondate di calore si trasformino in nuove emergenze.
«Di fronte alla crisi climatica servono politiche pubbliche, prevenzione e giustizia sociale. Non bastano gli annunci: è il momento di agire», concludono Greco e Vento.

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