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Laghi: «Necessario informare la popolazione, effettuare controlli rigorosi, tutelare la salute pubblica»

REGGIO CALABRIA - «Il fumo nero e denso che si è levato domenica 13 luglio dall’impianto rifiuti della ditta Ecologia Oggi, a Lamezia Terme, è un accadimento grave, che impone una riflessione seria e azioni immediate». È quanto dichiara il Consigliere Regionale Ferdinando Laghi, capogruppo di “De Magistris Presidente”, che ha già depositato un’interrogazione formale, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale. 

«A prescindere dalla natura dolosa o colposa dell’evento -che le autorità dovranno accertare-, è evidente -continua Laghi- che ci troviamo davanti a una grave falla nei sistemi di prevenzione e sicurezza. Episodi di tal genere non possono essere ascritti al caso. Sono segnali preoccupanti di possibili negligenze, imprudenze o addirittura della violazione di norme atte a tutelare l’ambiente e la salute pubblica». Nell’interrogazione depositata si chiede quanto si stia facendo in termini di verifica dei materiali e dei rifiuti andati a fuoco; di accertamento dell’eventuale rilascio di sostanze tossiche; la pubblicazione trasparente dei dati ambientali post-incendio, con indicazioni chiare alla cittadinanza su eventuali precauzioni da adottare e, infine, le eventuali sanzioni o misure assunte nei confronti della ditta coinvolta. «In casi come questi -aggiunge Laghi-, non bastano semplici rassicurazioni. Servono risposte puntuali, pubblicazione tempestiva dei rilievi ambientali e un’azione incisiva degli organi di controllo. Troppe volte in Calabria abbiamo assistito a incendi negli impianti di smaltimento rifiuti, così come a incidenti sul lavoro, sintomi di un sistema di controlli troppo spesso inadeguato. È ora di dire basta». Il Consigliere regionale chiede anche un impegno diretto da parte del Comune nel monitoraggio delle aree di stoccaggio e degli impianti a rischio, molti dei quali sorgono in prossimità di zone densamente abitate. «Non possiamo permettere che pezzi del nostro territorio diventino zone franche dove svolgere attività che non presentino le dovute garanzie di sicurezza ambientale -conclude il Consigliere Laghi-. È un diritto dei cittadini e un dovere per le istituzioni. Chiediamo, con forza, verità, trasparenza e misure di salvaguardia immediate».

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