Il viaggio della Svimar (Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne) prosegue con una nuova tappa lungo l’Appennino meridionale. Questo fine settimana, sabato 2 e domenica 3, l’iniziativa si sposterà nel cuore delle comunità arbëreshe e della Calabria, dove l’associazione conta numerosi Comuni associati, tra cui San Demetrio Corone. Il Comune, guidato dal sindaco imprenditore Ernesto Madeo, ha aderito alla Svimar con una delibera di Giunta, condividendone finalità e obiettivi, in un percorso che unisce fede, tradizione e impegno sociale.
La delegazione, insieme ai rappresentanti del Centro sociale di Serre guidati dalla presidente Maddalena Scorziello, farà una sosta strategica a Civita, dove sarà accolta dal sindaco Alessandro Tocci, nel borgo iconico del Pollino.
L’obiettivo è esprimere solidarietà concreta ai sindaci dei comuni arbëreshë e supportare i primi cittadini che ogni giorno affrontano lo spopolamento e la carenza di servizi essenziali, come sanità, trasporti e infrastrutture, nelle aree interne.
Il pullman raggiungerà poi San Benedetto Ullano, dove la delegazione sarà accolta dalla sindaca Rosaria Maria Capparelli.
L’evento prevede anche la partecipazione ai festeggiamenti in onore della Madonna del Buon Consiglio, un momento che rafforza il legame tra associazionismo e istituzioni locali e valorizza le radici culturali delle comunità.
L’iniziativa non è solo una visita di cortesia, ma un atto politico e sociale volto a rompere l’isolamento dei territori interni, portando attenzione mediatica e politica su aree spesso escluse dai principali flussi di investimento.
L’obiettivo è inoltre creare una rete tra la Campania (Serre) e la Calabria (Civita, San Demetrio Corone e San Benedetto Ullano), per costruire una strategia condivisa di sviluppo del Mezzogiorno e ribadire che vivere nelle "aree interne" non deve significare avere meno diritti di chi vive nelle aree urbane.
«La presenza della Svimar sottolinea come il rilancio del Paese passi attraverso la valorizzazione del "cuore" appenninico e la resilienza dei suoi amministratori». A evidenziarlo è il presidente G. Rosa.
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