Il 31 maggio 2009, al culmine della campagna elettorale, il giornalista Emanuele Armentano raccoglieva nel corso di una interessante intervista, il pensiero dell’allora candidato sindaco Dott. Giovanni Cucci, in merito al proprio programma di governo, qualora avesse salito le scale di “Palazzo don Bosco” in qualità di primo cittadino.
Bnl

Gli elettori spezzanesi hanno dato ampio credito a quel programma che toccava un po’ vari aspetti delle problematiche che attanagliavano lo sviluppo economico – sociale della nostra cittadina. Ora, a distanza di oltre un anno dall’insediamento avvenuto l’8 giugno del 2009, sarebbe opportuno conoscere lo stato di avanzamento degli impegni assunti con la cittadinanza dall’Amministrazione Cucci anche in merito agli eventuali ostacoli di natura burocratica, politica, amministrativa, che pure giocano un ruolo importante, spesso determinante, di fronte ai quali, una più che giustificata “real politic” consiglia di apportare modifiche e assestamenti al piano di interventi originario.
Naturalmente, un tale atteggiamento di carattere informativo, lungi dall’essere un obbligo, riveste certamente tutti i caratteri di una sana partecipazione della cittadinanza alle problematiche cui va incontro, in primis, il primo cittadino nella sua qualità di unico responsabile, nel bene e nel male, del mantenimento delle cosiddette “promesse elettorali”.
E a proposito di promesse e di programmi, è opportuno ricordare sinteticamente l’intervista di cui in premessa (della quale conserviamo la versione audio integrale), nella quale Giovani Cucci propugnava un rinnovamento pressoché integrale «…Perché gli attuali amministratori con le loro false promesse e false illusioni da prima Repubblica, hanno creato terra bruciata. È peccato mortale prendere in giro i giovani», sottolineava Cucci e aggiungeva: «Noi siamo diversi nelle idee e nel modo di governare perché noi immaginiamo la politica come al servizio dei cittadini non come al servizio di se stessi».
Sulla competenza amministrativa di una lista formata da giovani, Cucci portava come esempio il suo caso quale «amministratore di un’azienda sanitaria con 14 mila dipendenti», ribadendo che «l’esperienza si acquisisce sul campo. Nessuno è nato già imparato. Queste persone hanno voglia di fare per la gente. Non hanno interessi personali».
Dichiarava quindi la priorità da dare all’ambiente, «… perché la nostra esistenza, il nostro futuro, passano attraverso l’ambiente. Il degrado e l’abbandono che c’è stato, con discariche dappertutto, non è più possibile, considerati anche i risvolti occupazionali, utilizzando fondi comunitari per la vigilanza e la bonifica».
«Sull’occupazione giovanile – aggiungeva - un ruolo importante rivestiranno le Terme con i quali non abbiamo ‘inciuci’ (sic) e che dovranno garantire i cento posti in più che non si sono ancora visti. Esse dovranno diventare epicentro di tutta una situazione turistica. Inoltre cooperative di giovani andranno a gestire le strutture pubbliche. Noi non dormiremo».
Sulla sanità, che per il grosso deficit rischia il commissariamento, ribadisce la «certezza dell’apertura della Rsa, l’istituzione del 118 con ambulanza, medico e infermiere», ma anche «il potenziamento della guardia medica e l’istituzione del telesoccorso h24 per gli anziani soli e malati».
Altro tema di forte impegno per l’aspirante sindaco è quello riservato a Torre Mordillo, per il quale si impegna per una «Bonifica immediata del sito abbandonato al degrado completo». Rivaluta quindi la vocazione agricola di Spezzano Albanese «trascurata – a suo dire – dagli amministratori ancora in carica e deplora il mancato inserimento nella comunità montana, dovuto sempre «al disinteresse degli uscenti».
Stigmatizza, infine «l’assegnazione della maglia nera a Spezzano per il grado di criminalità che ha superato Cassano», individuando la soluzione al problema con un «maggiore coordinamento con le forze dell’ordine, maggiore presenza degli amministratori sul territorio, installazione di sistemi di video sorveglianza e coinvolgimento dei giovani in manifestazioni ludiche e culturali», ma anche «mantenendo le piazze e le strade più pulite, più vigilate, migliorando il sistema di polizia municipale perché con un vigile che è capo di se stesso non si può fare nulla».
Al di la di ogni sterile polemica che non aiuta a costruire nulla, che non interessa i cittadini, né tanto meno la testata giornalistica che dirigo, sarebbe auspicabile il rilascio di una nuova intervista che facesse il punto sullo stato delle promesse che sono parte integrante del programma di governo sulla cui base ha galvanizzato le folle che gli hanno dato ampia fiducia.

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